Intervista a Gaela Bernini, per il Mese delle STEM

23 Dec 2016

Gaela Bernini

L’intervista a Gaela Bernini per il Mese delle STEM. In questo periodo intervistiamo donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. “Le studentesse vogliono contare” è la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Gaela Bernini

Gaela Bernini ha studiato alla London School of Economics ottenendo un MSc in development. PhD in Ingegneria Gestionale al Politecnico di Milano, lavora alla Fondazione Bracco in qualità di responsabile dei progetti scientifici e sociali. Siede nel Comitato di Gestione della Fondazione. È stata a capo della divisione progetti internazionali della Fondazione Milano per Expo 2015. Ricercatrice a INSEAD, Fontainebleau, ha ideato e gestito importanti progetti dedicati allo sviluppo umano, alla promozione della ricerca scientifica e all’inclusione socio-economica delle donne.

Gaela è sposata e madre di due ragazzi.

Intervista a Gaela Bernini, per il Mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Il Liceo Linguistico sperimentale con programma delle materie scientifiche equivalente a quello del liceo scientifico.

Quale era la tua materia preferita al Liceo?

Filosofia perché ho avuto la fortuna di avere come professore gli ultimi anni di liceo il prof Massimo Recalcati, a riprova che un insegnante appassionato diviene un grande maestro. Purtroppo non è andata così bene per matematica e fisica.

Quale Università hai frequentato e perché?

Ho scelto la facoltà di Economia e Commercio perché volevo comprendere gli equilibri internazionali e in particolare le ragioni delle disuguaglianze che ho capito essere multidimensionali quindi tanto socio-economiche quanto dipendenti da percorsi storico-culturali

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?

Due donne diverse tra loro ma accomunate dalla eccellenza nel loro campo. Rita Levi Montalcini per la totale dedizione alla ricerca, la tenacia nel lavoro e le intuizioni. Simone de Beauvoir per la strada di libertà che ha saputo costruire indipendentemente dalle origini e sostenendone con coraggio i costi. Una strada raccontata in libri emozionanti.

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Tante persone incontrate nelle diverse fasi della carriera. Dalla Direttrice di Croce Rossa Internazionale a Ginevra che mi ha permesso, con disincanto, di scoprire i diversi volti dello sviluppo, al Professore della London School of Economics che mi ha insegnato una logica ferrea applicata a problemi complessi sino alla conciliazione (possibile!) tra professione e famiglia magistralmente condotta dalla mia supervisor di dottorato divenuta poi Direttrice di Dipartimento di Ingegneria gestionale. Oggi la mia Presidente per la sua visione.

Una frase che non sopporti?

“Si è sempre fatto così”

Una frase che ripeti spesso?

“Non mollare, lotta”

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Importanti per affrontare qualsiasi scelta.

Ad esempio quando mi trovo di fronte a problemi complessi cerco di scomporli in sotto problemi ai quali trovare singole soluzioni assegnando, ove possibile, una dimensione quantitativa . Il tutto per meglio comprendere cause ed effetti.

Ai giovani rivolgo l’invito a pensare alla istruzione superiore in una relazione causa effetto perché gli studi dovrebbero condurre a un lavoro. La scelta formativa deve quindi tenere presente sia la professione che si desidera svolgere sia le condizioni occupazionali (tasso di occupazione del corso di studi, tempo per trovare lavoro, ecc.).
Lo definirei il metodo scientifico applicato ai talenti che non è esercizio semplice ma di grande importanza per pesare le possibilità.
Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Iniziare dall’educazione dei propri figli, soprattutto maschi, affinchè non si senta più dire “questo è compito da donna” ma ciascuno possa scegliere in funzione dei propri talenti e delle proprie ambizioni all’insegna della libertà.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Provare, sbagliare, imparare e riprovare senza perdere speranza e valorizzando i propri errori. Leggendo la biografia di grandi uomini e donne è comune il vissuto di porte che si chiudono in attesa di quella giusta.

Cos’è il successo per te?

Fare ciò che mi appassiona e al quale assegno un significato.

Grazie Gaela!

 

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