Intervista a Giovanna Boggio Robutti per il Mese delle STEM

4 feb 2017

Giovanna Boggio Robutti

Intervista a Giovanna Boggio Robutti  per il mese delle STEM. Un altro appuntamento con donne che sono esempio di leadership femminile. Oggi Giovanna Boggio Robutti ci parlerà del suo rapporto con le materie STEM.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Giovanna Boggio Robutti si presenta così:

Milanese, lavoratrice, madre, entusiasta di tutto ciò che si può sempre imparare.

Intervista a Giovanna Boggio Robutti per il Mese delle STEM

  • Quale Liceo hai scelto?

La mia scelta sarebbe stata il liceo artistico, mai miei genitori mi hanno iscritto al linguistico, ritenendolo più formativo dal punto di vista didattico e dei contenuti, cosa su cui a posteriori concordo pienamente e per cui li ringrazierò tutta la vita.

  • Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Le materie letterarie erano sicuramente più affini alla mia natura, quindi letteratura Italiana e straniera, storia dell’arte e filosofia erano senz’altro le mie preferite. Ma anche le scienze naturali mi sono sempre piaciute molto e, sono sicura che se avessi incontrato Redooc ai tempi della scuola, avrei potuto appassionarmi anche di matematica.

  • Quale Università hai frequentato e perché?

Non ho frequentato l’università perché, finito il liceo con buoni risultati, i miei genitori mi hanno offerto la possibilità di frequentare un’ottima scuola di design per seguire quella passione per l’arte e il disegno che non mi avevano consentito di approfondire a scuola. È stata un’esperienza bellissima che mi ha portata a lavorare nel mondo della comunicazione, un ambito perfetto per me dove ho potuto esprimere al massimo le mie capacità.

  • Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

A dire il vero non me lo sono mai chiesto, dato che tendo a guardare avanti, più che indietro. Sicuramente i modelli che mi hanno ispirato sono quelli di donne curiose, coraggiose nel cercare di andare oltre le proprie certezze e non legate a schemi troppo tradizionali.

Non sono mai stata una femminista perché ho sempre dato per scontato che l’uguaglianza tra uomo e donna sia un dato di fatto e nella mia ormai lunga carriera ho sperimentato disparità di trattamento economico, ma raramente ho visto discriminazione nelle potenzialità che si possono esprimere. Spesso siamo noi che ci releghiamo in ruoli minori, ma quando vogliamo farcela non abbiamo limiti. Le donne sono potenzialmente più brave degli uomini, ma spesso manca loro questa consapevolezza.

  • Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Ciò che sono oggi professionalmente lo devo due donne molto in gamba, che ho avuto come capi in due diversi lavori. Da loro ho imparato molto professionalmente e umanamente, assorbendo valori e comportamenti: etica, onestà intellettuale, leadership, tenacia, curiosità è una grande tensione a fare tutto nel modo migliore, senza mai risparmiarsi.

  • Una frase che non sopporti?

È colpa di..”, non tollero quelli che invece di cercare i rimedi ai problemi cercano le colpe. Un atteggiamento passivo che porta solo a inutili sprechi di energie e di tempo.”

  • Una frase che ripeti spesso?

Ne ho due: “nessun problema” e “ci penso io”, sono di Milano e ho il problem solving nel DNA. So che per ogni problema c’è sempre più di una soluzione e mi viene istintivo mettermi subito in azione per trovarla.

  • Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche alla tua carriera?

Di getto direi: zero! ancora oggi se devo calcolare una percentuale chiedo aiuto a qualcuno più bravo. E’ la mia grande sconfitta, la matematica mi ha sempre messa al tappeto e non sono ancora riuscita ad avere la rivincita. Ma pensandoci meglio, l’uso della logica è fondamentale nel mio lavoro, la dò per scontata ma ha invece un ruolo fondamentale nel mio modo di fare le cose, bilanciando le intuizioni e dando metodo, obiettivi, forma e concretezza alle relazioni che stanno alla base dell’attività che svolgo ogni giorno. Dirigere una struttura e allo stesso tempo progettare in modo empatico richiede, insieme, intelligenza emotiva e una buona dose di logica. Direi che è proprio questa la mia forza … ma allora forse ce la posso fare anche con la matematica!

  • Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Impegnarsi e dimostrare nei fatti che noi siamo molto più brave di quanto non vogliano farci credere. E poi sconfiggere i sensi di colpa, noi donne ne siamo piene, ci sembra di non fare mai abbastanza perché le aspettative verso noi stesse sono molto alte. Forse se abbassassimo un po’ l’asticella e ci guardassimo intorno valutando in modo oggettivo quello che facciamo in una giornata rispetto a un uomo, sarebbe più semplice aumentare la nostra auto stima.

  • Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Impegnarsi tantissimo, essere curiose e non porsi limiti. Pensare creativamente, non avere paura di uscire dagli schemi e non rinunciare mai a fare ciò in cui crediamo. Ma il consiglio più grande è quello di non sacrificare le cose veramente importanti della vita per il lavoro, anche se questo ha un ruolo molto importante per la nostra realizzazione. Bisogna trovare una mediazione, ricordando che quello che conta veramente nella vita sono le persone, non la carriera.

  • Cos’è il successo per te?

La sensazione meravigliosa di fare ciò che mi piace e di constatare che il mio lavoro è utile e apprezzato. Questo per me è veramente il massimo del successo!

Grazie Giovanna! 

 

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