Intervista a Giovanna Marena per il mese delle STEM

27 giu 2016

Giovanna Marena

Intervista a Giovanna Marena per il Mese delle STEM. In questo periodo intervistiamo donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. Ecco con un altro appuntamento con “Le studentesse vogliono contare”, la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Giovanna Marena si descrive così:

Dopo un Master in Marketing & Sales inizia la sua carriera professionale in l’Oreal e in Best Food-Unilever per poi passare in Walt Disney come Vice President Italia. Sei anni più tardi va a vivere a Venezia ed entra in Gruppo Coin per seguire il rilancio strategico del Gruppo e l’acquisizione da parte dei Fondi. Negli ultimi anni affronta la sfida del mondo digitale, prima come Direzione New Business all’interno del Gruppo Editoriale l’Espresso, poi fondando PinkUp, una delle prime STI, start up innovative (=digitali), dedicata alle donne.Da Maggio 2015 è Partner di Keystone , nascente società di Executive Search.

Giovanna è mamma di quattro figlie, Verde Olimpia Sole e Alessandra Sofia e augura loro di vivere cercando di dare agli altri e a sé stesse sempre il massimo.

Intervista a Giovanna Marena per il mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?
Erano anni in cui per alcuni studenti esisteva solo “ il classico”. Liceo che approvai anch’io con grande entusiasmo (condizionata o frutto di libero arbitrio ancora non so)

Quale era la tua materia preferita al Liceo?
Il ginnasio fu un po’ una tragedia , ne amavo veramente poche, al liceo invece mi esaltai per fisica tanto che la scelsi anche come seconda materia alla maturità (.. peccato che poi me la cambiarono con filosofia , ahimè)
Quale Università hai frequentato e perché?
Ovviamente ho iniziato a Fisica ma dopo qualche mese, su un esame più complesso di altri ho capito che avevo troppe passioni per materie diverse per specializzarmi così tanto. La mia facoltà ideale sarebbe stata “Tuttologia” e quindi, con grande rammarico e critiche di tutti, mi sono iscritta a Scienze Politiche dove finalmente avrei potuto fare economia, sociologia, diritto, relazioni internazionali, storia e chi più ne ha più ne metta..
Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?
Amando così tanti ambiti avrei voluto organizzare delle cenette mettendo al tavolo persone diverse di ieri e di oggi come Einstein e la Montalcini Aung San Suu Kyi con Margaret Thatcher e Hillary Clinton e Nelson Mandela con Marthin Luter King e Gandhi e poter ascoltare i loro dibattiti in religioso silenzio.
Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?
Ho avuto la fortuna di avere una famiglia di ingegneri e di medici che mi hanno passato il valore di coniugare sul lavoro -e nella vita- la passione al senso del dovere. Mio padre era ingegnere chimico e amava gli stabilimenti industriali ( .. e di sera provava a suonare la tromba in balcone per la gioia dei vicini) mia mamma insegnava al Politecnico e discuteva negli anni 70 con giovani studenti impegnati, mio nonno ha passato gran parte della sua vita in giro per il mondo a dirigere i cantieri delle più grandi dighe al mondo e la sua famiglia ha vissuto così “senza fissa dimora” permettendo a molte popolazioni di avere l’elettricità.
Una frase che non sopporti?
Qualunque frase dettata dall’invidia
Una frase che ripeti spesso?
Ogni nuovo giorno rappresenta una sfida da affrontare ed un regalo da cogliere
Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?
Molto, con il continuo rammarico di non averne avute abbastanza per affrontare alcune sfide che mi sono capitate, ma non è mai stato troppo tardi per studiare, solo più difficile.
Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?
Essere d’esempio ogni giorno sul lavoro e non solo. Non rinunciare ad alcune caratteristiche più “femminili” legate ad un certo tipo di intelligenza emotiva, relazionale e ad un senso innato di caring ma nello stesso tempo essere professionali ed autorevoli imparando a gestire responsabilità e potere senza sensi di colpa. Guardare alle donne straniere come esempi anche nella gestione della maternità da vivere come momento importante ma mai come cesura/contrapposizione con il mondo del lavoro.
Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?
Non tutti hanno la fortuna ( ma sarà poi una fortuna?) di sapere cosa vorranno fare ed essere “da grandi” , di avere già un sogno e di capire quali sono le tappe per arrivarci. Per molti i traguardi sono fatti da passaggi più o meno lunghi, da esperienze diversificate e da cambi di rotta. Forse imparare a realizzarsi sul percorso e sui singoli passaggi può portare alla vera realizzazione che è anche il percorso stesso , fuori ma anche dentro di sé.

Cos’è il successo per te?
Aver imparato ad amarsi ma anche a mettersi in discussione e ad accettare le critiche. Essere pronti a ricominciare. Essere apprezzati (e a volte criticati) per quello che si è fatto e si sta facendo. Il successo credo non si raggiunga mai veramente. Ma questo è il bello.

 

Grazie Giovanna! 

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