Intervista a Jessica Spina per il mese delle STEM

22 mag 2016

Jessica Spina

Oggi intervistiamo Jessica Spina per il Mese delle STEM. In questo periodo proponiamo una serie di interviste a donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Jessica Spina si descrive così:

Nata a Manchester nel 1969, felicemente coniugata, madre di tre splendidi figli. Dopo la laurea in Economia Politica, presa all’Università Bocconi di Milano, ha intrapreso la carriera di dottore commercialista e successivamente revisore contabile. Attualmente è responsabile delle relazioni con gli investitori istituzionali (equity e debito) per il Gruppo Mediobanca dal 2003, ovvero da quando l’istituto ha deciso la costituzione dell’ufficio Investor Relations. E’ responsabile dell’ufficio Strategic Corporate Development, che supporta la direzione generale per l’individuazione delle linee evolutive del gruppo (investment banking, credito al consumo, banca retail, private banking), la valutazione delle opzioni di crescita per linee esterne, il monitoraggio dell’implementazione dei piani strategici. E’ inoltre responsabile del sito istituzionaleNella banca d’affari è arrivata nel 1998 per occuparsi di M&A nel comparto banche ed assicurazioni. Dal 1992 al 1998 si è occupata di ricerca azionaria presso primari brokers. Cariche sociali ricoperte: Consigliere di Amministrazione di CheBanca! Appartenente alla lista degli esperti per la formazione dei consigli di amministrazione delle istituzioni di alta formazione del MIUR (Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca).

Intervista a Jessica Spina per il mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Ho frequentato il Liceo Scientifico e mi sono laureata in Economia Politica in Bocconi, con una tesi in Matematica Finanziaria.

Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Ho sempre amato sia le materie umanistiche, in particolare letteratura, che quelle scientifiche, in particolare matematica.

Mi ha sempre mosso la convinzione che la formazione, per essere completa, non possa prescindere da uno dei due filoni, umanistico e scientifico, essendo questi altamente complementari ed ugualmente necessari; reputo che essi usino linguaggi ed idiomi diversi per uno scopo comune: descrivere la realtà delle cose e dell’uomo, il loro essere e funzionare.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

L’uso delle conoscenze logico-matematiche è stato fondamentale per la mia carriera lavorativa. Ho iniziato a lavorare come analista finanziario, passando poi dal corporate finance ed approdando alla mia attuale occupazione: responsabile delle relazioni con gli investitori istituzionali (cioè coloro che proprio in base a valutazioni matematiche decidono se acquistare o meno i nostri titoli azionari ed obbligazionari) e responsabile di un’area che valuta come sviluppare (in base anche a modelli matematici e di sostenibilità) i segmenti operativi del gruppo.

Trovo che le conoscenze logico-matematico-economiche siano fondamentali anche nella vita privata: come stipulare un mutuo? Come calcolare la convenienza di acquisti grandi e piccoli? Come programmare un viaggio? Come investire i propri risparmi? Buona parte del processo di emancipazione della donna passa anche attraverso l’acquisizione di queste competenze, basilari. Ed un corso di economia domestica dovrebbe essere obbligatorio in tutti gli ordini scolastici, per entrambi i generi.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Ho tre figli. Ho cercato di crescerli superando ogni stereotipo di genere: le ragazze hanno avuto Lego e biciclette; al maschio ho insegnato a piangere. Tutti hanno avuto pupazzi, libri e sport; nessuno una bambola o un carro armato. Li sto educando in base a valori comuni di onestà, condivisione (di oneri e onori, bei voti e rifacimento letti), ambizione a realizzare le loro specifiche attitudini ed inclinazioni, qualunque esse siano, ma dando sempre il massimo!

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Un consiglio per i ragazzi? La fortuna è in tutti i campi necessaria ed indispensabile. Ma la fortuna aiuta gli audaci, chi si impegna, chi rischia, chi lavora duramente per la propria affermazione umana e professionale. Con un programmato calcolo …. ed un pizzico di sana follia.

Cos’è il successo per te?

Il successo per me è stato realizzare pienamente entrambi i filoni di vita, professionale e familiare (ricordate? Complementarietà, umanistico e scientifico, in & out). Sono stata in questo molto fortunata. Ho sposato un uomo che ha da sempre creduto in un progetto comune di lavoro, casa e famiglia, è sempre stato orgoglioso dei miei successi lavorativi ed ha sempre condiviso in toto gli oneri familiari e di accudimento dei figli.
Sul lavoro ho incontrato un’istituzione che mi ha permesso flessibilità ed inventiva, fidandosi dei risultati e non chiedendo sempre e solo il dove e quando.

Grazie Jessica!

 

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