Intervista a Marina Brogi per il mese delle STEM

19 mag 2016

Marina Brogi

Oggi, per il mese delle STEM, intervistiamo Marina Brogi. In questo periodo proponiamo una serie di interviste a donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Marina Brogi si presenta così:

Marina Brogi, Professore Ordinario di International Banking and Capital Markets, Vicepreside Facoltà Economia, Università La Sapienza di Roma, Consigliere indipendente Luxottica e Salini-Impregilo, Top ranking academic Securities and Markets Stakeholder Group – ESMA.

Intervista a Marina Brogi per il mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Ho fatto le scuole in Inghilterra, ai tempi prima si sostenevano gli O (ordinary) Level e poi gli A (Advanced) Level. Come A Level ho fatto Chimica, Fisica e Matematica

Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Chimica

Quale Università hai frequentato e perché?

La Bocconi, in realtà mi ha iscritto mio papà. Io pensavo di voler fare Ingegneria ma poi appena cominciata la Bocconi mi sono trovata bene e non ho più pensato di cambiare

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?  

E’ una domanda molto difficile, tante persone del passato mi affascinano. Però conoscere e non solo incontrare, penso Cleopatra o Elisabetta I d’Inghilterra. Come uomini Giulio Cesare, Leonardo da Vinci e Napoleone.  

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Tancredi Bianchi mio Maestro sin dai tempi della Bocconi. Ma ho imparato da tante persone, certamente dai miei genitori e dalle mie nonne, e anche dai miei due figli. Ho anche avuto la fortuna di trovare diverse amiche che hanno creduto in me.

Una frase che non sopporti?

“E’ troppo difficile, non si può fare”.

Una frase che ripeti spesso?

“Dove c’è una volontà c’è una via”, in inglese, “where there’s a will there’s a way”.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Penso molto. Sono figlia di un ingegnere (che non ha voluto che facessi ingegneria) ma mi sono sempre interrogata su come riuscire a convincerlo della bontà delle mie idee e percorso logico, ‘supporting evidence’ e sintesi sono sempre stati alla base delle mie conversazioni con lui. Ho scoperto che questo funziona anche nel mondo del lavoro. Inoltre, cerco di comprendere le motivazioni alla base dei comportamenti, la logica sottostante. Questo aiuta a capire gli altri e la comprensione di chi ci circonda è la premessa per condividere qualsiasi attività umana.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Sottolineare i tanti modelli femminili positivi che esistono e non lasciarsi trascinare da chi parla male di donne che hanno avuto successo, cosa che è più frequente se si tratta di donne giovani e belle oltre che intelligenti.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Di impegnarsi e di non farsi spaventare dalla meta, che può anche apparire lontana o irraggiungibile. Qualunque viaggio comincia con il primo passo.  

Cos’è il successo per te?

Svegliarsi la mattina con la voglia di fare e di contribuire nel proprio piccolo ambito e avere la possibilità di costruire con persone che si stimano e che perseguono gli stessi obiettivi di miglioramento complessivo.

Grazie Marina!

 

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