Intervista a Michela Berrichillo per il Mese delle STEM

17 Jul 2017

Michela Berrichillo

Eccoci di nuovo a chiacchierare con una delle #ragazzeSTEM, esempio di leadership femminile per tutte le “ragazze che vogliono contare”. Oggi è Michela Berrichillo che ci racconta della sua esperienza e del suo rapporto con le materie STEM.

Michela BERRICHILLO

E’ un attuario molto ambizioso, laureato a pieni voti, a Milano, presso l’università Cattolica del Sacro Cuore.
Ha un’esperienza di 14 anni nel mercato assicurativo operante nel milanese, in Compagnie sia italiane, sia internazionali, dove ha ricoperto ruoli di responsabilità in vari ambiti, come la riservazione, il pricing e Solvency 2.
Dal 2011, lavora nella funzione Risk Management di Aviva, come responsabile dei rischi finanziari e assicurativi e, dal 2015, ha assunto anche il ruolo di responsabile della Funzione Attuariale.

E’ appassionata di ricerca scientifica e di teologia, soprattutto relativamente all’origine e all’evoluzione dell’uomo e della terra, allo studio del funzionamento della mente e la sua interazione con il cuore.

La sua più grande passione, però, è Marianna, la sua meravigliosa bambina di 3 anni, grazie alla quale si sente una mamma molto fortunata e sempre piena di energia positiva!

Intervista a Michela Berrichillo

  • Quale Liceo hai scelto?

    Ho scelto il Liceo Scientifico, in quanto da sempre portata per le materie scientifiche, come anche confermato da un test attitudinale effettuato durante l’ultimo anno di scuola media.

  • Quale era la tua materia preferita al Liceo?

    Avevo due materie preferite, Fisica e Scienze, peraltro strettamente correlate. L’una serve per spiegare l’altra e viceversa.

  • Quale Università hai frequentato e perché?

    Ho frequentato la facoltà di Scienza Statistiche ed Attuariali, sia per il piano di studi che si confaceva alle mie inclinazioni attitudinali, sia per l’altissima probabilità di trovare lavoro a pochi mesi dalla laurea.

  • Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?

    Albert Einstein, così da poterlo interrogare sull’origine e sull’evoluzione della terra e dell’uomo.

  • Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

    In parte mio padre, uomo instancabile e tenace, che cerca sempre di raggiungere il massimo in tutto ciò che fa, e in parte i miei diretti responsabili incontrati nella mia carriera lavorativa, che mi hanno sempre motivato a cavalcare le sfide e a dare il massimo per affrontarle.

  • Una frase che non sopporti?

    Sia negli ambiti lavorativi e familiari, non sopporto sentirmi dire “si è sempre fatto così” . Trovo che sia una preclusione ad ogni forma evolutiva e di miglioramento.

  • Una frase che ripeti spesso?

    Nell’ambito lavorativo, mi ripeto spesso “Chi non lavora, non sbaglia mai”. Questa frase sprona me stessa e i miei collaboratori a fare e dare sempre del nostro meglio, anche con il rischio di sbagliare, specie davanti a nuove sfide.

    In generale, essendo una persona molto curiosa e che vuole sempre andare a fondo sulle cose che affronta, nel senso più ampio del termine, mi ripeto spesso: “Non hai veramente capito qualcosa fino a quando non sei in grado di spiegarlo a tua nonna”.

  • Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

    Moltissimo. Il lavoro che svolgo è molto tecnico, a stretto contatto con i numeri, calcoli, previsioni e statistiche. Confesso che, a volte, l’immaginazione ha supportato le competenze logico-matematiche. Come forse diceva anche Einstein, la logica ti può portare da A a B, mentre l’immaginazione ti può portare ovunque.

  • Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

    Devo dire che nel mio percorso lavorativo nel mondo assicurativo, non ho mai riscontrato un fenomeno del genere. Sono sempre stata valorizzata per le mie competenze tecniche e per miei risultati al pari o anche di più dei miei colleghi del sesso opposto. Forse sono stata fortunata, ad ogni modo, sono certa che la tenacia, il nostro continuo impegno, il lavoro sul campo e la nostra inimitabile capacità di “fare la differenza” in ogni ambito, verranno sempre più riconosciuti e scoraggeranno automaticamente il fenomeno degli stereotipi di genere.

  •  Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

    Il mio consiglio principale è quello di non scoraggiarsi e non farsi influenzare dal pessimismo circostante. Suggerisco inoltre di individuare un obiettivo, incline alle proprie attitudini e quanto più possibile rivolto a soddisfare i bisogni, sempre più diversi e sfidanti, della collettività circostante.

  • Cos’è il successo per te?

    Condurre una vita all’insegna di ciò che si ama, con il cuore e la mente allineati.

Grazie Michela!

 

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