Intervista a Paola Musile Tanzi

7 Jun 2017

Paola Musile Tanzi

Le #ragazzeSTEM sono tante e sono ragazze che si impegnano e lavorano per avere un futuro, seguire la loro passione e dare un contributo al mondo e alla società. Oggi intervistiamo una di loro: Paola Musile Tanzi.

Paola è un esempio di leadership femminile che non poteva mancare nella nostra raccolta di interviste per ispirare tutte le ragazze “che vogliono contare”!

Paola Musile Tanzi si presenta così:

Paola Musile Tanzi

Emiliana di origine, vive e lavora tra Milano e Perugia. Paola Musile Tanzi è professore di Economia degli intermediari finanziari all’Università di Perugia e docente presso SDA Bocconi School of Management a Milano. Considera vivere tra due città un’opportunità.

Opera come consigliere indipendente nel CdA di Cassa Lombarda e di Sella Gestione SGR. E’ membro del Comitato Scientifico della European Financial Planning Association (EFPA Europe ed EFPA Italia) e del Comitato Scientifico di NedCommunity. Ha maturato il suo ph.d. in Business Administration presso l’Università Bocconi e la Laurea in Economia all’Università di Parma. Nella ricerca si è appassionata ai temi della gestione del risparmio e del governo dei rischi.

Ottimista ad oltranza, da quando è nata Valentina, c’è una ragione in più per guardare al futuro.

Intervista a Paola Musile Tanzi

Quale Liceo hai scelto?

Ho scelto il Liceo Classico, direi per istinto.

Quale era la tua materia preferita al Liceo?

Filosofia.

Quale Università hai frequentato e perché?

Ho frequentato Economia all’Università di Parma, perché dopo gli studi classici volevo fare una full immersion nel presente. E poi Dottorato di Ricerca in Economia Aziendale in Bocconi, perché mi sono appassionata a comprendere come e perché evolvono le imprese.

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?

Sto leggendo un libro di Carlo Maria Martini e penso che sarebbe stato un bel privilegio conoscerlo.

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

In passato, Docenti che mi hanno trasmesso la loro passione per la materia. Adesso la fonte di ispirazione continua e incessante sono gli studenti. Quegli studenti curiosi che ti spingono a non dare mai niente per scontato.

“Quindi, in passato i docenti, adesso gli studenti…Segno degli anni che sono passati”.

Una frase che non sopporti?

Non si può fare!

Una frase che ripeti spesso?

Andiamo avanti!

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Molto! Soprattutto la parte logica, che trovo veramente necessaria e indispensabile nel quotidiano, per cercare di andare al di là di ciò che ci travolge quotidianamente. Penso che una certa dimestichezza con i processi logici matematici aiuti a trovare un filo di interpretazione, una chiave di lettura, in tutto ciò che ci accade, anche professionalmente.

Magari non necessariamente tu applichi una formula, o hai un’equazione, però quell’attitudine a cercare un filo logico nelle decisioni da prendere, è un metodo di lavoro che hai acquisito.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Lavora, lavorare, lavorare. Dimostrare sul campo il contributo che sappiamo dare. Ad esempio, all’inizio pensavo che le quote di genere fossero una specie di affronto all’intelligenza femminile. Adesso, invece, sono arrivata a pensare che siano un’opportunità. Acquisendo spazio – anche laddove c’era prevalenza maschile -, impegnandoci con passione, dobbiamo dimostrare che il nostro è un contributo utile, che serve anche in termini di equilibrio e di ricchezza di punti di vista. Si tratta di un impegno quotidiano che deve andare al di là dello stereotipo – anche quando magari lo percepisci. Dobbiamo lavorare per il futuro, perché le donne di domani non abbiano gli stereotipi.

L’importante è che sia data la possibilità di contribuire, di mettere a frutto ciò che possiamo dare, poi anche se c’è lo stereotipo … “Andiamo avanti!”

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Il consiglio è proprio quello di non avere paura, di impegnarsi al massimo nei loro progetti. Io sono un’ottimista e penso che quando c’è la passione poi questa riesce a trasformarsi in un progetto. Perché la passione è contagiosa e quindi riesci a comunicarla agli altri. A tutti i giovani che incontro dico di seguire le proprie passioni. La paura non fa parte del loro presente: quello che loro possono dare è proprio l’energia.

E per fortuna nei giovani che incontro percepisco molta energia! Percepisco più forza di volontà che paura.

Cos’è il successo per te?

Questo è un problema che non mi sono mai posta. Tutt’al più mi sono accorta a posteriori di aver dato un contributo per realizzare un progetto e per questo mi sono sentita soddisfatta. Il successo in sé non mi interessa. Capisco però che un riconoscimento può aiutare a realizzare dei progetti. Ho la possibilità di vivere in diversi ambiti lavorativi, ai quali si aggiunge la fortuna più grande, quella di vedere crescere la mia bambina.

Ecco, il “bello” è quel momento in cui il progetto che hai lo realizzi e lo vivi.

Grazie Paola!

Ti è piaciuta l’intervista a Paola Musile Tanzi? Leggi anche le interviste ad altre #ragazzeSTEM nella Sezione Interviste del nostro Blog e tra le pagine di “Le ragazze con il pallino per la matematica” di C. Burberi e L. Pronzato, edizioni Libromania, disponibile sui digital store. Su amazon a questo link.

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