Intervista a Sara Negro per il Mese delle STEM

12 feb 2017

Sara Negro

L’intervista a Sara Negro per il Mese delle STEM.

Appuntamento con Sara Negro per “Le studentesse che vogliono contare”, la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile. Oggi Sara Negro ci parla di sé e del suo rapporto con le materie STEM nel lavoro e nel quotidiano.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Sara Negro si presenta così:

Mi chiamo Sara Negro, sono nata a Milano e mi sono laureata in Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. In seguito ho conseguito il Master: Strategia Aziendale presso SDA Bocconi School of Management. Vivo a Londra dove mi occupo di ‘Digital disruption’, ‘innovation technology’ e ‘experience design’ in Deloitte Digital UK. Viaggiare è la mia passione. I miei aggettivi: dinamica, eclettica, innovativa, modaiola, solare, curiosa. Amo la moda e la musica, i colori e la creatività, gli animali, soprattutto i cani e le sfide!
Citazione preferita: “Curiosity about life in all of its aspects, I think, is still the secret of great creative people.” Leo Burnett.

Sara Negro ci racconta di sé…

Intervista a Sara Negro per il Mese delle STEM

• Quale Liceo hai scelto?

Ho frequentato il liceo classico. Non so se è stata proprio una scelta cosciente, ma ne sono contenta e alla fine se tornassi indietro penso la rifarei.

• Quale è la tua materia preferita?

Mi piacevano un po’ tutte a scuola, ma sicuramente amavo la matematica e le materie scientifiche. Il mondo dei numeri mi è sempre risultato semplice da capire! Ed essendo una persona estremamente razionale mi piaceva pensare che dietro a tutto ci fosse una chiara spiegazione scientifica.

• Quali sono i tuoi hobby/passioni?

Mi piace la musica classica, suono il pianoforte e il flauto traverso. Amo viaggiare e sono curiosa; vedere luoghi nuovi e conoscere culture diverse mi fa sentire viva.

• Quale Università hai scelto/pensi di scegliere e perché?

Ho studiato Ingegneria Informatica al Politecnico di Milano. Mi sono laureata prima in triennale e poi in specialistica nel campo dei sistemi di controllo. Ho scelto questo percorso in quanto credevo – e credo tutt’ora – che il futuro dell’umanità risieda nel progresso tecnologico e scientifico e che le macchine calcolatori avranno una pervasività sempre più rilevante nelle nostre vite, diventando parte integrante della nostra quotidianità. Sono sempre stata appassionata di Human Computer Interaction e di Experience Design. Per quanto la potenza della tecnologia sia importante, non servirebbe a nulla se non potessimo fruirne in modo semplice e se non creasse beneficio tangibile alla nostra vita.

Ho frequentato poi un master in Economia e Strategia Aziendale presso SDA Bocconi School of Management, per approfondire le mie conoscenze in ambito economico e per avvicinarmi al mondo dell’impresa, imparando a sviluppare nuove idee, gestire nuovi progetti e cogliere le sfide del mercato, comprendendone a pieno la dinamica. Ma la scelta più importante e di successo che ho fatto è stata trasferirmi all’estero. L’esperienza a Londra ha contribuito moltissimo alla mia crescita professionale e personale.

• Qual è il tuo sogno?

Entrare nei libri di storia. Essere ricordata per qualcosa. Lasciare un segno sull’umanità. Proprio come i grandi poeti che parlavano di immortalità letteraria! Io ho sempre pensato, fin da piccola, che se fossi stata una scienziata avrei scoperto qualcosa di importante per cui il mio nome sarebbe stato citato per secoli. Forse non scoprirò una nuova molecola o una nuova legge fisica, ma mi piacerebbe diventare il nuovo leader d’innovazione. Promotore di cambiamento globale, magari, unendo la mia passione per la moda a quella per i numeri e per la tecnologia.

• Se potessi tornare indietro o andare avanti nel tempo, chi vorresti conoscere?

In realtà uno dei miei miti l’ho conosciuto, Tony Robbins, uno che, devo ammettere, sa il fatto suo. Motivatore lo chiamano, incoraggiatore, che lavoro sarà poi quello, mi chiedevo. E invece sono rimasta sconvolta, rapita, stupita, impressionata. Tony ti insegna a raggiungere i tuoi obiettivi, a perseguire i sogni, a migliorare ciò che non ti piace nella tua vita. Sa trasmetterti carica, energia e positività! Sa aiutarti ad affrontare le tue paure e a puntare sempre in alto.

Avrei voluto conoscere Steve Jobs, un altro dei miei miti! Colui che ha creato la rivoluzione digitale, interpretando al meglio il darwinismo, ossia l’adattamento alla mutevolezza delle condizioni esterne. Colui che ha saputo reinventare la sua azienda e i suoi prodotti non rispondendo alle esigenze del mercato ma creando i bisogni. Colui che sapeva catturare l’attenzione della sua audience per ore tenendo tutti con il fiato sospeso.

Infine come non citare Newton! Avrei proprio voluto vedere cadere quella mela sulla sua testa! Provare a volare con Leonardo da Vinci e fare quattro chiacchiere con il Manzoni, che con le narrazioni delle peripezie di Renzo e Lucia ci ha tenuto tutti attenti sui banchi di scuola.

• Chi ti ispira e guida nelle tue scelte e nella tua carriera scolastica?

Chi non molla, chi guarda sempre avanti, chi ha il coraggio di cadere e rialzarsi. Chi si spinge oltre e non si accontenta mai. Chi nonostante tutto non accetta la sconfitta, chi perde la sfida ma vince poi la partita più importante. Chi si batte tutti i giorni per le sue idee, chi non si ferma. Chi parte dal nulla e si costruisce da solo, chi si reinventa ogni giorno. Chi non ha paura di fallire per scoprire qualcosa di nuovo. Chi crede nel progresso. Chi ogni giorno si alza pensando di poter essere meglio.

Prof. Franca Garzotto (Docente del Politecnico di Milano), per il coraggio di battersi contro tutti e di portare avanti le proprie idee. Prof. Alberto Leva (Docente del Politecnico di Milano) per la costanza e la determinazione nella ricerca e i consigli di vita vissuta. Simona Nicolo ed Emiliana Parenzi Colombo (insegnanti di musica classica), per l’amore della musica e la grinta nel trasmetterla ai ragazzi. Graham Wood (Creative Director) per la comprensione e per l’incentivo a dare sempre il meglio, crescendo di giorno in giorno, senza scoraggiarsi mai. Don Fabrizio, per l’accoglienza e l’accettazione dell’altro come un fratello. Andrea, un caro amico, per l’insegnamento a divorare la vita e a vivere i trent’anni “ribelli, liberi e fuorilegge” [Orianna Fallaci] e ad “evitare la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.” [Pablo Neruda]

• Una frase che non sopporti?

“Lo facciamo dopo” – odio procrastinare.

• Una frase che ripeti spesso?

“Plan the work, work the plan” visto che vivo in terra straniera. “Dobbiamo pianificare!” quando sono in Italia: una buona pianificazione è il segreto del successo! Un’altra frase che non ripeto spesso, ma mi piace ricordare per spronarmi a rialzarmi nei momenti più difficili, retaggio proprio di un docente di matematica, è: “Provare per credere, credere per combattere, combattere per vincere, o vincere o vincere”. Poi come non citare “quando si chiude una porta, si apre un portone!”

• Quanto contribuiscono le conoscenze logico – matematiche nella tua vita quotidiana?

Le equazioni differenziali alle derivate parziali, a esser onesta, non me le ricordo bene! E neanche la trasformata di Laplace o come determinare lo stimatore di massima verosimiglianza…. Ma in realtà non è questo che conta. L’importante è esser cresciuti sviluppando una forma mentis ottimizzata per il problem solving. Avere costruito un pensiero logico e strutturato che mi permette di affrontare qualsiasi sfida la vita e il lavoro mi pongano di fronte.

• Cosa fare per supportare le ragazze a studiare materie STEM?

Non credo che fare programmi appositi per le ragazze sia un’idea sensata, anche se ne avevo sentito parlare in qualche ateneo. Fa sembrare le ragazze meno intelligenti dei ragazzi e ci fa ritornare alla discriminazione che tanto abbiamo combattuto e tutt’ora continuiamo a fronteggiare, anche e soprattutto sul posto di lavoro. A me personalmente darebbe fastidio.

Credo che a volte alle ragazze manchi un po’ di autostima… e da sole esse stesse tendano a considerarsi meno capaci di affrontare problemi complessi. L’errata percezione comune è che le materie STEM siano troppo difficili. Il mio consiglio è creare una piattaforma che permetta alle ragazze interessate alle discipline tecnico – scientifiche di connettersi con coloro che hanno già affrontato tali studi per potersi chiarire le idee e avere anche la possibilità di chiedere supporto e/o mentoring.

• Qual è il tuo consiglio ad una ragazza che pensa di “non essere portata” per le materie STEM?

Se ben mi ricordo da una vaga reminiscenza delle lezioni di greco, i nostri antenati già parlavano di physis e techne. Ossia di capacità che abbiamo per natura e quelle che invece sono generate dallo studio e dalla continua applicazione. Sono dell’opinione che per quanto alcune peculiarità dell’uomo, fisiche e non, siano insite in noi sin dalla nascita, pressoché tutto possa esser imparato, con una buona dose di volontà, intelligenza e dedizione. Ne consegue che il “non esser portata” non esiste e non ha alcun senso! Credo fermamente che tutti possiamo imparare ciò che vogliamo.

• Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Cosa ne pensi?

E’ una paura che ho anche io. Ho paura di guardarmi indietro e non aver realizzato ciò che avrei voluto, di non sentirmi importante, di non avere successo, di essere meno degli “altri”. Ho paura di guardare avanti e non vedere niente di speciale. Ho paura di guardare a fianco a me e vedere che altre persone hanno avuto più successo. Credo che sia una paura normale soprattutto per i giovani. Oggi l’apparire è diventato più importante dell’essere e il mostrare sui social quanto si è di successo è più importante che essere davvero felici di esserlo.

Da seguace e fan di Apple e delle startup tecnologiche di Cupertino, ne abbraccio anche la mentalità. Il fallimento non è un errore, è solo l’inizio di qualcosa di nuovo. Quindi, ragazze, se anche sbagliate o cadete, o credete di non esservi realizzate, pensate che questo è solo il trampolino di lancio per qualcosa di più grande, che sono certa arriverà, con impegno, costanza e determinazione. Essere intelligenti non significa non commettere errori, significa essere in grado di trarne profitto. Le cadute, gli errori, i pianti sono bagagli che ci portiamo nel nostro percorso. Mai avere rimpianti, se è andata bene è meraviglioso, se è andata male è esperienza. La vita riserva sempre delle sorprese, “in fin dei conti, non temete i momenti difficili, il meglio scaturisce da lì” [Rita Levi Montalcini].

• Cos’è il successo per te?

Accettarsi nel profondo, per quello che si è! Saper gioire di ciò che si ha e saper apprezzare ciò che la vita ci dona ogni giorno. Sapersi reinventare, adattandosi alle diverse situazioni che la vita ci pone davanti. Saper essere felici.

Grazie Sara!

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