La matematica dei perché 22 mar 2014

Sicuramente la matematica “serve”. Di questo ho diretta esperienza: la matematica è la lingua franca della mia disciplina, l’economia. Ma per essere davvero utile, la matematica deve essere digerita e metabolizzata. E per digerire e metabolizzare la matematica, si parte da una semplice domanda: perché?

Troppo spesso le lezioni scolastiche, a tutti i livelli, sono una specie di “ricettario”: spiegano il “come” ma non il “perché”. La divisione si fa così. Le radici di un’equazione di secondo grado si calcolano con la seguente formuletta. E così via. Troppo poco tempo viene dedicato a spiegare da dove vengono queste regolette, e perché funzionano. È un peccato, perché così facendo si abitua lo studente ad accettare acriticamente tutto ciò che viene propinato. E, soprattutto, lo studente si annoia!

Invece, la matematica diventa divertente proprio quando ci si comincia a chiedere perché. Ad esempio, perché la nota formuletta per le radici di un’equazione di secondo grado “funziona”?
Come al solito, Sal Khan è ineccepibile nello spiegare!
Ma la cosa importante non è memorizzare una determinata dimostrazione (altrimenti, saremmo punto e da capo). Piuttosto, è importante imparare a chiedersi perchė, sempre e comunque. Più è difficile la domanda, più sarà sorprendente e interessante la risposta.
“God may be in the details, but the goddess is in the questions. Once we begin to ask them, there’s no turning back” – Gloria Steinem

Buon divertimento!