Leadership femminile con Avv. Alessia Sorgato

30 May 2016

Alessia Sorgato

La matematica non è per donne. “Nel nostro paese il pregiudizio è superiore alla media Europea e arriva al 70% del campione”, scrive La Repubblica in un articolo pubblicato lo scorso settembre.

Attraverso le numerose interviste al femminile, che abbiamo pubblicato sul blog in vista del mese STEM, ci siamo impegnati a dimostrare il contrario fornendo anche esempi di leadership femminile. Con la seguente intervista ad Alessia Sorgato però, affronteremo meno matematica e più leadership. Lei, infatti, è avvocatessa e il suo invito è di mettere “Giù Le Mani dalle Donne.”

 

Alessia Sorgato presenta così:

Avvocatessa penalista a Milano, nel 2005, ha aperto lo Studio Sorgato, che è specializzato in maltrattamenti contro donne e minori. Vincitrice di undici premi letterari con il libro “Giù Le Mani dalle Donne”, pubblicato da Mandadori-Electa, Sorgato è stata intervistata da D la Repubblica, Vanity Fair, IO Donna e numerose altre testate. Laureata in Giurisprudenza presso l’Università Statale di Milano è’ stata redattrice per le riviste del gruppo Il Sole 24ORE e per Penale.it. Ora scrive per Gli Intrusi, il blog della Casa dei Diritti del Comune di Milano, per la pagina dell’Associazione Ewwa (European Women Writers Ass) e di Donne in Quota. Ha partecipato come speaker e/o moderatore a convegni anche internazionali, ricoprendo tra l’altro la Presidenza per Regione Lombardia presso L’Union Internationale des Avocats. Sorgato veste inoltre il ruolo di formatrice presso scuole ed ospedali in tema di delitti endofamigliari.

 

Intervista ad Alessia Sorgato per il mese della leadership femminile:

Che Liceo hai frequentato?

Ho frequentato il liceo classico, su consiglio dei miei genitori, e devo ammettere che se all’epoca mi iscrissi per compiacerli, nonostante l’obiettiva difficoltà di quegli studi, li ho molto amati

 

Quale era la tua materia preferita al Liceo?

Il greco, soprattutto la letteratura… Che non avrei potuto studiare in nessun altro liceo, quindi grazie mamma e grazie papà

 

Da avvocatessa penalista, cosa ti ha portato a specializzarti in violenze contro donne e/o minori?

Non è stato un indirizzo da me cercato, ma l’inverso, se mi passa la coloritura, e’ stata la specializzazione a cercare me. Io ero (e sono) un penalista puro, avvezzo a difendere gli accusati,  a stare dalla parte dei ” cattivi” ma mi è sempre piaciuto anche scrivere, per cui ho accettato numerosi incarichi da case editrici giuridiche le quali, probabilmente perché sono una donna, mi hanno spesso assegnato pubblicazioni in tema di reati di genere e violenze endofamigliari. Presentando quei libri (in particolare il testo sullo Stalking), conobbi medici e psicologhe che se ne occupavano all’interno di ospedali e centri antiviolenze, che iniziarono a incaricarmi della difesa in aula delle vittime. È lì mi si aprì un mondo…

 

Come sei arrivata a scrivere “Giù le mani dalle donne?”

Dopo circa sei anni di prima linea in tribunale nell’assistenza di donne maltrattate, perseguitate e violentate, nel 2014 Mondadori mi ha chiesto di scrivere un libro divulgativo, che aiutasse tutte a riconoscere gli indici rivelatori del reato, a dar loro un ” nome giuridico” e quindi ad intervenire, sapendo a chi rivolgersi per ottenere tutela e quali strumenti la legge conceda alle vittime

 

Quale è il messaggio che vuoi diffondere tramite il libro?

Che è finita l’era del subire e basta, che esistono numerose possibilità di intervento ed altrettanti professionisti preparati in grado di arginare i soprusi e far punire i responsabili, che si tratti di violenza fisica, psicologica, sessuale o economica ( oggi parificate quanto a illiceità). Il messaggio è imparate a difendervi, o quanto meno sappiate a chi potete rivolgervi per ottenere protezione (il più delle volte a costo zero visto che, tanto per fare un esempio, la maggior parte delle parti lese ottiene il patrocinio a spese dello Stato).

 

Perché il tema trattato non è solo per donne ma anche per uomini?

Gli uomini sono i nostri migliori alleati nella lotta contro la violenza di genere, nel loro ruolo sociale (di capi, colleghi, amici e così via) e personale ( di mariti e padri). Il fenomeno della prevaricazione esercitata sulle donne ha ragioni profonde, che affondano nella ideologia e nelle peggiori tradizioni. Tramandarle o, al contrario, interromperle dando un esempio opposto, di eguaglianza e pari opportunità, e’ compito di tutti noi e può rappresentare il terreno privilegiato in cui gli uomini, parlando ai loro pari, possono meglio contribuire

 

Che consiglio daresti alle studentesse, mamme, o insegnanti, vittime di violenze fisiche o mentali?

Non isolatevi, parlate, confrontatevi e inducete chi avete intorno a sfogarsi, a chiedere aiuto. Gli uomini maltrattanti intanto fanno il vuoto attorno alle loro vittime, le isolano per indebolirle da tutti i punti di vista. Più sono sole, meno riescono a capire, a reagire. Non voltate la testase vedete un livido o un atteggiamento troppo triste e troppo a lungo. Non sono ” panni sporchi da lavare in casa”, ma un atroce problema sociale, che lascia vittime come una strage, anche tra quelle che sopravvivono.

 

Durante la tua carriera, ti sei mai sentita discriminata per il fatto tu fossi donna?

No, anche se ho scelto un mestiere che, all’epoca, era appannaggio soprattutto degli uomini. Avvocati penalisti in gonna era davvero una visione molto rara in Tribunale. Ma io sono stata fortunata, ho incontrato maestri lungimiranti, che forse hanno superato qualche preconcetto e lasciato che a contare non fosse il genere ma la preparazione e, perché no, anche lo spirito di grande sacrificio che la mia professione comporta.

 

Spesso si associano certe professioni, come ad esempio quelle scientifiche, essere più adatte a uomini rispetto a donne. In veste di propagatrice di pari opportunità, in che modo ritieni si possano abbattere certi stereotipi?

Adottando finalmente un criterio per meriti, che prescinda dal ” si è sempre fatto così” e dia spazio al “proviamo”. Le donne sono diverse dagli uomini, per fortuna, e sarebbe far loro l’ennesimo torto sostenere il contrario. È’ la sinergia che, in tutte le cose, crea il movimento, il cambiamento, l’implementazione. Quello che un uomo fa in un modo, una donna può farlo in un altro modo. Il risultato? Metteteli non a confronto, ma in rapporto, e poi mettiamo insieme gli esiti. Probabilmente sono ottimi.

 

Cos’è il successo per te?

Un participio passato del verbo succedere. Io preferisco il futuro, il succederà.

Grazie Alessia!

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Articolo a cura di Lavinia Pisani

Lavinia Pisani è una giornalista, fotografa freelance recentemente rientrata a Milano dopo quattro anni di esperienza negli Stati Uniti. Oltre alle numerose pubblicazioni su carta e web, Lavinia è appassionata di social media e dell’utilizzo di essi al fine di connettere persone e storie fra loro.

 

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