Linda Ierardi (Maestra LIMda) per il mese delle STEM

21 apr 2016

Maestra LIMda

Intervista a Linda Ierardi, in arte la Maestra LIMda,  per il Mese delle STEM. Durante il Mese delle STEM intervistiamo donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. Ecco con un altro appuntamento con “Le studentesse vogliono contare”, la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Linda Ierardi si presenta così:

Rosalinda Ierardi per tutti Linda, 38 anni, calabrese di nascita e nel temperamente, bolognese d’adozione. Attualmente maestra di matematica, storia, arte e immagine, inglese e tecnologie nella Scuola Primaria “G. Falcone” dell’I.C. di Argelato in provincia di Bologna. Animatrice Digitale, webmaster, formatrice docenti, comunicatrice, blogger (Maestra LIMda) mentor di CoderDojo Bologna. Curiosa, ama sperimentare nella didattica utilizzando le tecnologie come supporto, coniugandole ad attività di tipo manipolativo.

Intervista a Linda Ierardi (Maestra LIMda) per il mese delle STEM

Quale Liceo hai scelto?

Il Liceo Scientifico.

Quale era la tua materia preferita al Liceo?

Non ne avevo una in particolare, mi piacevano molto le lingue straniere, il disegno architettonico e la storia dell’arte, la chimica. La matematica non era assolutamente tra queste, strano ma vero.

Quale Università hai frequentato e perché?

Sono passata da Lingue e Letterature Straniere a Giurispudenza sentendomi sempre un pesce fuor d’acqua, poi, dopo aver brillantemente superato il concorso per insegnare nella scuola primaria, ho capito che avrei fatto la maestra. Ho iniziato questo lavoro quasi per gioco e per rendermi indipendente, ma non avevo messo in conto che il mio destino era già segnato, che mi sarei appassionata così tanto da cominciare a studiare da autodidatta, senza ahimè tuttavia arrivare a nessuna laurea.

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?

Nella mia vita sono e sono stata sempre circondata da splendide persone, probabilmente mi sarebbe piaciuto conoscere la mia nonna materna, dai racconti di chi la conosceva e da alcune sue lettere a mio nonno nel periodo difficile della guerra, capisco che era una donna tenace e forte nella sua dolcezza, vorrei tanto somigliarle e mi piacerebbe che fosse fiera di me.

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

I miei genitori hanno sempre creduto in me e mi hanno spronata a migliorarmi sempre. Nella mia carriera ho avuto la fortuna di conoscere colleghe più grandi di me e con tanta esperienza alle spalle, ormai mie migliori amiche, che mi hanno insegnato a fare questo lavoro con amore, mi hanno dato l’esempio e io ho cercato di prendere il meglio da loro. Una in particolare, da poco in pensione, mi ha regalato alcuni dei suoi libri storici che tengo nel mio armadio a scuola come dei testi sacri, è come averla con me in classe; mi ispiro a lei, al suo essere materna e giusta, dolce e seria, per me un punto di riferimento.

Una frase che non sopporti?

“Il ragazzo è capace ma non si impegna”. A mio parere rappresenta una sconfitta per l’insegnante, il nostro ruolo è quello di guidare i bambini a esprimersi al meglio, siamo noi a doverli spronare e guidare verso la loro strada, così piccoli non sono ancora in grado di capirlo da soli, noi abbiamo il dovere di incoraggiarli a mettersi in gioco su più campi, stimolando le diverse intelligenze, affinché ognuno riconosca quella in cui riesce meglio e che più lo appassiona.

Una frase che ripeti spesso?

Una frase attribuita a Socrate: “Il sapere rende liberi, è l’ignoranza che rende prigionieri.” Credo fortemente nella potenza della cultura. Solo la conoscenza ci rende uomini e donne liberi dalle schiavitù generate dall’ignoranza.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Quando frequentavo le scuole medie avevo degli ottimi voti in tutte le materie, ricordo l’insistenza della mia professoressa di italiano perché scegliessi il liceo classico, ma io ero già certa da allora, la mia mente aveva forma scientifica, non ho mai amato il filosofeggiare sulle questioni della vita, sono sempre andata dritta al punto sperimentando, verificando e confermando o confutando. Oggi insegno matematica per lavoro e solo da una decina di anni mi interesso di tecnologie per passione, le conoscenze logico-scientifico sono per me condicio sine qua non.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Nella nostra cultura gli stereotipi di genere sono fortemente radicati. Ci sarebbe bisogno di un cambiamento radicale della società, tuttavia per quanto qualcosa si stia muovendo, i divari da colmare sono ancora molto ampi. Nel mio piccolo, come insegnante, cerco di spronare le bambine tanto quanto i bambini, non faccio distinzioni, incoraggio tutti. Del resto io stessa mi sono impegnata in ambiti tipicamente maschili quali la matematica e le tecnologie. Già a due anni rivendicavo con fermezza il mio essere femmina e il mio diritto di opinione di fronte ai miei cugini maschi. Sin da piccolina ho sempre odiato gli stereotipi, spesso rinfacciavo a mia madre di non avermi concepita come un maschio, ma poi tenacemente aggiungevo che nella vita mi sarei sempre battuta per fare onore alle donne.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Se vuoi, puoi! Questo dico sempre ai miei alunni. La volontà porta in se una forza indistruttibile e generatrice senza pari. Se si vuole realmente qualcosa bisogna crederci e lottare per averla, naturalmente nella vita nulla è facile e questo costa impegno e fatica, ma alla fine i risultati arrivano. Io stessa ne sono la conferma, dopo tanti percorsi incerti, ho trovato la mia strada dove meno me lo aspettavo, ma non mi sono mai arresa e ora sono felice di quella che sono e di quello che faccio.

Cos’è il successo per te?

Il successo è la conquista di alzarmi la mattina grata di avere una vita ricca di amore e passione. 

 

Grazie Maestra LIMda!

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