Intervista a Marinella Soldi per il mese STEM 5 mag 2016

Marinella Soldi

Oggi vi proponiamo l’intervista a Marinella Soldi per il Mese delle STEM.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Ecco la bio di Marinella Soldi:

Marinella Soldi, nata in Italia nel 1966, è President and Managing Director Discovery Networks Southern Europe (la Regione di Discovery Networks International con sede a Milano che include le attività di Italia, Spagna, Portogallo e Francia) e Amministratore Delegato di Discovery Italia. Sotto la sua leadership Discovery Italia è diventata una delle più importanti media company in Italia, presente su tutte le piattaforme, con un portfolio di 13 canali che l’hanno portato ad essere il terzo editore televisivo nazionale per share complessiva.
In precedenza, Soldi ha lavorato come executive coach per importanti marchi internazionali nei settori technology e media. Ha fondato Soldi Coaching/Glitz srl nel 2003. Prima di intraprendere una carriera nel coaching, ha ricoperto per cinque anni ruoli di senior management in MTV Networks Europe, tra cui Senior Vice President dello sviluppo strategico a Londra e Direttore Generale di MTV Italia a Milano. Ha iniziato la propria carriera in McKinsey lavorando come consulente strategico per tre anni a Londra e in Italia.
Soldi ha ottenuto un BSc in Economia alla London School of Economics e un MBA all’INSEAD, Fontainebleau, France.

 

Intervista a Marinella Soldi per il mese delle STEM

 

Quale Liceo hai scelto?

Ho studiato in Inghilterra. Ho scelto un percorso di studi che includesse materie umanistiche, ma anche matematica ed economia, per avere una preparazione più completa possibile.
Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Geografia umana. La branca della geografia che include aspetti culturali, economici, sociali e politici. L’ho sempre considerata molto interessante.

Quale Università hai frequentato e perché?

Ho scelto la London School of Economics perchè è un’università fra le migliori al mondo, con un respiro e un ambiente molto internazionale. Inoltre, prevedeva una grande varietà di corsi in scienze sociali e offriva numerose specializzazioni di laurea fra cui poter scegliere oltre a distinguersi per il profilo elevatissimo dei docenti.

Dopo aver ottenuto un BSc in Economia, ho iniziato la mia carriera professionale in McKinsey, lavorando come consulente strategico per tre anni a Londra e in Italia e, dopo questa esperienza, mi sono iscritta all’INSEAD di Fontainebleau per un MBA, essenzialmente per le stesse motivazioni per cui avevo scelto la London School of Economics anni prima.

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

Nelson Mandela e David Bowie.

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Sicuramente Marjorie Scardino (ex Managing Director del gruppo Pearson – editore del Financial Times e dell’Economist). L’ho conosciuta mentre ero all’INSEAD. Sveglia, profonda. Una texana doc eppure così femminile. Ho pensato: se una così ce l’ha fatta rimanendo se stessa, tutto è possibile.

Un’altra persona molto importante è stato Jean Dreze, un professore di Sviluppo econimico della London School of Economics che una volta mi ha detto di non sacrificare mai quello che mi diceva il cuore nelle decisioni professionali.

Una frase che non sopporti?

“Non si può”.

Una frase che ripeti spesso?

“Why not?”.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Sono state fondamentali nel dare un approccio equilibrato alle scelte che ho dovuto fare nella mia attività lavorativa, sia a livello macro che micro. La logica è una skill meravigliosa.
Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

La centralità del ruolo maschile nella società è un retaggio fondamentalmente culturale. Si dovrebbe partire, ad esempio, in famiglia iniziando a considerare i figli maschi e femmine in maniera paritaria. In ambito professionale mi piacerebbe considerare concluso il dibattito sul tema. Preferisco infatti parlare di merito, non di quote rosa. Credo che dovremmo imparare a valorizzare sempre più i modelli di ruolo e puntare sul merito, costruendo una forte cultura della meritocrazia nel nostro Paese. Questa può essere la chiave giusta per scardinare gli stereotipi di genere.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Il mio consiglio è seguire sempre le proprie passioni. Essere pronti a cogliere, ma anche a creare tutte le opportunità per la propria realizzazione e per costruire il proprio futuro. Essere umili, curiosi e consapevoli che dai piccoli passi nascono spesso grandi progetti. E soprattutto considerare che il concetto di realizzazione personale evolve e si ridefinisce nel tempo, quindi non si dovrebbe trascurare mai il “qui ed ora”.

Cos’è il successo per te?
Avere un impatto, essere in grado di creare cambiamenti positivi. Essere fieri di come si impiega il proprio tempo.

Grazie Marinella!

 

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