Il mese delle STEM: intervista a Dina Ravera

22 mar 2016

Dina Ravera

Oggi intervistiamo Dina Ravera. Durante il Mese delle STEM intervistiamo donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. Ecco con un altro appuntamento con “Le studentesse vogliono contare”, la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Dina Ravera si presenta così:

Dina Ravera è Direttore generale di H3G Italia, società del gruppo CKHH. E’ l’unica donna a ricoprire una posizione di tale prestigio nel mondo delle telecomunicazioni italiane.
Dopo la laurea in ingegneria elettronica presso il Politecnico di Torino, Dina Ravera ha conseguito un master presso l’Insead di Fontainebleau. La sua esperienza professionale comincia in McKinsey, dove lavora per circa dieci anni seguendo progetti in Italia, Francia, Germania, Svizzera, Regno Unito, Stati Uniti.
Entra in 3 Italia nel 2001 come responsabile del Program management ed è stata nominata Direttore generale nel 2004, responsabile delle attività operative inerenti rete, Ict, gestione della customer base, delle vendite, della logistica, dell’assistenza tecnica e dell’assistenza ai clienti.
Dina Ravera è anche CEO di 3lettronica Industriale, canale TV di 3 Italia, e membro del Consiglio di Amministrazione di 3 Italia .
Fa parte come indipendente del Consiglio di Amministrazione di A2A e, da luglio 2015, è il nuovo Presidente di Asstel, l’associazione di categoria che, nel sistema di Confindustria, rappresenta le imprese della tecnologia dell’informazione esercenti servizi di telecomunicazione fissa e mobile.

Guardate qui un video di Dina Ravera, che parla del digitale e del rilancio del Paese.

Quale Liceo hai scelto?

Non sono andata al liceo, come studi secondari ho fatto ragioneria a Cuneo. La mia era una famiglia modesta, mio padre era idraulico e mia madre casalinga. Nei miei programmi ed in quelli dei miei genitori non era prevista l’Università.

 Quale era la tua materia preferita al Liceo a scuola? 

Sicuramente le materie tecniche, in particolare la matematica. Ho una particolare predisposizione per i “numeri”.

 Quale Università hai frequentato e perché?

Ingegneria elettronica al Politecnico di Torino.
Ed ecco il perché. Era l’estate 1985 e io, proprio in virtù della mia passione verso la matematica, mi ero appena diplomata in ragioniera a pieni voti. Mi arriva quindi un invito a partecipare a un seminario a Milano dell’Università Bocconi, che aveva organizzato un incontro dedicato ai più bravi diplomati d’Italia. Io ci vado, più per curiosità che perché nutrissi qualche aspettativa. Nella serata finale mi si avvicina una signora dai modi molto gentili. “Sono Marisa Bellisario, piacere di conoscerti Dina. Ora che farai?” In linea con quanto deciso in famiglia risposi che sarei andata a lavorare. «Non se ne parla, tu adesso torni a casa e dici a mamma: “Marisa Bellisario sostiene che debba andare avanti a studiare”». Ho obbedito alla signora che poi scoprii essere la prima donna manager italiana, dirigente dell’Olivetti e poi di Italtel. Cuneese a sua volta, aveva frequentato lo stesso mio istituto. Da quel momento ho avuto un obiettivo: diventare come lei. Sono riuscita a convincere anche la mia famiglia che, con molti sacrifici, mi ha sostenuto negli studi universitari.

 Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

Madre Teresa di Calcutta.

 Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Sicuramente l’incontro con Marisa Bellisario, citato prima, ha profondamente e positivamente indirizzato il mio percorso professionale. Marisa è stata per me un esempio e fonte d’ispirazione non solo manageriale, ma anche personale.

Una frase che non sopporti?

“E’ impossibile!!” Penso infatti che dirlo è come arrendersi subito senza neanche aver sperimentato possibili soluzioni.

Una frase che ripeti spesso?

“Tutti assieme ce la faremo”! E’ il mio “mantra, la filosofia che adotto sia nella vita personale e familiare sia in quella aziendale. Dove credo che la “forza del Team” sia il vero vantaggio competitivo!

 Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Moltissimo, l’approccio strutturato e razionale posso considerarlo il mio “punto di forza” che ho integrato con competenze manageriali più specifiche nel corso della mia carriera professionale

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

E’ a mio avviso importante averne consapevolezza per poter orientare opportune politiche di gestione delle risorse non solo in tema di disparità di genere, ma più in generale nella gestione della cosiddetta “diversity”, tanto cara alle aziende di matrice anglosassone dalle quali probabilmente potremmo prendere degli interessanti spunti.
Credo, per esempio, che potrebbe essere sarebbe molto utile proporre agli studenti modelli femminili di successo nel mondo del lavoro. Anche prevedendo nelle scuole superiori incontri con donne che hanno posizioni di vertice nell’aziende, soprattutto dei settori tecnologici. Si tratta di offrire ai giovani esempi positivi di percorsi professionali e di esperienze lavorative che hanno come protagoniste le donne.

 Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Essere determinati e positivi costantemente, costruire giorno dopo giorno il proprio “sogno”. E’ importante non “mollare” al primo ostacolo; i fallimenti, i cambi di percorso, fanno parte del processo “evolutivo” personale e professionale. Devono essere fonte di ispirazione non di frustrazione e lassismo.
Come donna ritengo di aver dovuto lavorare e impegnarmi molto più dei colleghi uomini per essere considerata per quello che valgo.

 Cos’è il successo per te?

Vivere sempre con passione la propria giornata.

Grazie Dina!

Hai voglia di metterti in gioco? Scopri il primo Math Hackathon d’Italia! 
Per “Il Mese delle STEM”  (Science, Technology, Engineering e Mathematics) Redooc lancia il primo Math Hackathon for Girls italiano, perché “Nessuna nasce negata per la matematica!”.

Qui la landing page Redooc per la registrazione.

 

#ScuolaACasa - la scuola è chiusa? Studia da casa!
#ScuolaACasa - la scuola è chiusa? Studia da casa!