Il mese delle STEM: intervista a Donatella Busso

7 apr 2016

Donatella Busso

Intervista a Donatella Busso per il Mese delle STEM. In questo periodo intervistiamo donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. Ecco con un altro appuntamento con “Le studentesse vogliono contare”, rubrica speciale in cui proponiamo una serie di esempi di leadership al femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Donatella Busso si descrive così:

Donatella Busso è Professore Associato di Economia Aziendale presso il Dipartimento di Management dell’Università di Torino. Si occupa di financial accounting, ovvero della comunicazione economico-finanziaria delle società, ed è autore di numerose pubblicazioni sul tema.

Ha da sempre affiancato alla carriera universitaria l’attività professionale. Oltre ad essere consulente in materia di bilancio, ricopre il ruolo di Amministratore Indipendente in alcune società quotate e di sindaco in società non quotate. Coniugata, adora le attività all’aria aperta (in particolare, lo sci) ed ama viaggiare in tutto il mondo.

Intervista a Donatella Busso

Quale Liceo hai scelto?

Io non ho frequentato un liceo, bensì un Istituto Tecnico Commerciale (per intenderci, “ragioneria”). Sono nata e cresciuta in un piccolo paese della provincia di Cuneo, maggiore di tre figli. Terminate le scuole medie, non sapevo se sarei andata all’Università e scelsi l’Istituto Tecnico perché mi dava maggiori possibilità di trovare un lavoro nel caso in cui avessi deciso di non proseguire gli studi. La mia sezione fu scelta nell’ambito di un piano sperimentale e prevedeva ore aggiuntive di matematica e informatica.

Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Studiare mi è sempre piaciuto e non avevo una vera e propria materia preferita. Mi piacevano “Italiano e storia”, forse anche perché la professoressa trasferiva passione durante le sue lezioni, “Matematica e Fisica”, per il rigore e la logica, e poi “Economia e Ragioneria”.

Quale Università hai frequentato e perché?

Ho frequentato la facoltà di Economia e Commercio. Durante il terzo anno dell’Istituto Tecnico decisi che mi sarei laureata. Le materie economiche mi piacevano ed optai per la naturale prosecuzione degli studi superiori.

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere? 

Senza andare troppo in là nel tempo, mi sarebbe piaciuto incontrare e conoscere Sandro Pertini.

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Due donne che mi hanno molto influenzato, in modo particolare da piccolina, sono state Rita Levi Montalcini e Margherita Hack. Anche se poi ho scelto un campo di studio e di lavoro molto diverso, mi hanno ispirata perché sono state due donne pioniere in ambiti tipicamente maschili.

Una frase che non sopporti?

Di fronte a proposte di cambiamento (in vari ambiti) non sopporto la frase “Non è possibile cambiare perché il modo che abbiamo sempre seguito è il migliore”. È sempre possibile cambiare e migliorare, mettendoci costantemente in gioco.

Una frase che ripeti spesso?

Quando qualcuno mi dice “c’è un problema”, io sono solita rispondere: “bene: se c’è un problema, significa che c’è una soluzione!”

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Sono state (e sono tuttora) molto importanti: anche se mi occupo di economia aziendale e bilancio, la logica e la matematica sono molto importanti. Innanzitutto, perché mi hanno permesso di acquisire un determinato approccio alla soluzione dei problemi. In secondo luogo, perché sempre di più la conoscenza della matematica finanziaria, della probabilità, e di altri strumenti quantitativi sono necessari anche per chi deve preparare e leggere il bilancio (e quindi, anche per chi lo deve insegnare!).

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Credo che sia importante l’esempio e cerco, quindi, nel mio “mestiere” principale, quello del docente universitario, di dimostrare in prima persona come si possano superare gli stereotipi e come tutti possano raggiungere i propri obiettivi.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Impegno e passione. L’impegno, perché senza impegno i risultati non si raggiungono, e passione, perché la passione è il motore della nostra vita, sia sotto il profilo professionale, sia sotto il profilo privato.

Cos’è il successo per te?

Per me, avere successo significa raggiungere gli obiettivi che ciascuno si prefigge.

Grazie Donatella! 
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