Il mese delle STEM: intervista a Sandra Mori

9 mar 2016

mese delle STEM

Il Mese delle STEM continua con un altro appuntamento con “Le studentesse vogliono contare“, la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile e del variegato rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.
Oggi abbiamo il piacere di intervistare Sandra Mori.

Sandra dal 2010 è il direttore affari legali europeo di The Coca-Cola Company.  La sua carriera è cominciata lavorando in vari studi legali, sia in Italia che negli Stati Uniti ed è poi proseguita nei dipartimenti legali di varie aziende, tutte americane. Ha due figlie, una di 17 anni che sogna di fare l’ingegnere ed una di 14, che sogna di fare il veterinario e parecchi animali domestici, tutti rigorosamente adottati.  Il suo sogno? Tornare a vivere in Toscana.

Il mese delle STEM – Le studentesse vogliono contare: intervista a Sandra Mori

Quale Liceo hai scelto?

Classico. Una scelta quasi obbligata dato che ero una capra in matematica e, più in generale, in qualsiasi materia scientifica. Se Redooc fosse esistito, magari la mia vita e la mia carriera sarebbero state diverse, chissà.

Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Letteratura italiana, senza dubbio.

Quale Università hai frequentato e perché?

Giurisprudenza perchè non c’è stato modo di convincere i miei genitori a farmi iscrivere a veterinaria, che era quello che volevo fare veramente.  Nella campagna toscana, da dove provengo, il veterinario non viene percepito come un laureato, un “dottore”.  Per me, che ero la prima in famiglia ad andare all’università, i miei genitori sognavano una carriera che mi portasse fuori dalla campagna e secondo loro veterinaria era l’esatto opposto.  Per cui hanno insistito che facessi altro.  Giurisprudenza è stata una scelta di ripiego ma non me ne sono mai pentita perchè mi ha appassionato moltissimo fin dall’inizio, anche se l’amore e la passione per gli animali sono rimaste.

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?

Non tanto indietro nel tempo, JRR Tolkien l’autore del mio libro preferito, Il Signore degli Anelli.  

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Parecchie persone. Sicuramente il primo avvocato per cui ho lavorato, a cui ancora oggi mi rivolgo quando devo risolvere problemi davvero spinosi.  La sua concretezza e capacità di semplificare i problemi sono uno dei fari della mia vita professionale.  Mia mamma che mi ha insegnato che l’indipendenza è l’obbiettivo più importante nella vita. Tutti quelli che mi hanno detto “non ce la farai mai” o “non si può fare” perchè mi hanno dato la forza di farcela e di farlo.

Una frase che non sopporti?

“Sei stata fortunata”.

Una frase che ripeti spesso?

“E’ meglio avere rimorsi che rimpianti”.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Quelle matematiche, ahimè, poco data la mia idiosincrasia per la materia.  Quelle logiche, moltissimo, specialmente la capacità di sintesi e quella di deduzione.  Non so se si possano considerare parte della logica ma sono sicuramente indispensabili per il successo di un avvocato ed anche di un manager.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Promuovere la meritocrazia, sempre e in ogni caso. Se si guardano i numeri relativi alle donne (percentuale di laureati, voti di laurea, accesso ai master), la meritocrazia è lo strumento che farà sparire gli stereotipi di genere.  Il problema è quanto tempo occorrerà….

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Cercare di fare scelte dettate non soltanto dalla passione e dall’entusiasmo ma anche da un’attenta analisi delle tendenze del mercato.  Per esempio, chi ha una grande passione per le lettere classiche dovrebbe considerare attentamente le possibilità di impiego che tale corso di studi offree e, magari, valutare alternative.  Le scuole dovrebbero fare di più in questo senso ed offrire ai giovani più informazione cercando di “dirottare” questa passione e questo entusiasmo verso percorsi che offrono più possibilità di realizzazione. Sono certa che si può fare, basta comunicare nel modo giusto.

Cos’è il successo per te?

Essere riuscita a fare e continuare a fare tutto quello che mi piace e mi appassiona.

Grazie Sandra! 
Hai voglia di metterti in gioco? Scopri il primo Math Hackathon d’Italia! 
Per “Il Mese delle STEM”  (Science, Technology, Engineering e Mathematics) Redooc lancia il primo Math Hackathon for Girls italiano, perché “Nessuna nasce negata per la matematica!”. Qui la landing page Redooc per la registrazione.
#ScuolaACasa - la scuola è chiusa? Studia da casa!
#ScuolaACasa - la scuola è chiusa? Studia da casa!