Mirta Michilli, intervista per il mese delle STEM 18 lug 2016

Mirta Michilli

Oggi ti proponiamo l’intervista a Mirta Michilli per il Mese delle STEM. In questo periodo intervistiamo donne con un diverso rapporto con le materie STEM a scuola, nel lavoro e nel quotidiano. “Le studentesse vogliono contare” è la rubrica speciale in cui proponiamo una serie di interviste per offrire alle studentesse esempi di leadership al femminile.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Mirta Michilli si presenta così:

Mirta Michilli ha co-ideato e poi diretto sin dalla nascita nel 2001 il Consorzio Gioventù Digitale, contribuendo attivamente alla sua creazione e alla sua trasformazione poi, nel 2006, in Fondazione Mondo Digitale. Come consulente ha contribuito alla progettazione e sviluppo delle prime reti civiche promosse da pubbliche amministrazioni locali (tra cui la rete civica Iperbole). È consulente e reviewer per la Commissione Europea di diversi progetti di ricerca e sviluppo tecnologico.

Intervista a Mirta Michilli per il mese delle STEM:

Quale Liceo hai scelto?

Il liceo scientifico.

Quale era la tua materia preferita al Liceo?

Ovviamente la matematica!

Quale Università hai frequentato e perché?

Scienze dell’informazione all’Università di Pisa. Era il percorso più naturale. La matematica da gioco si è trasformata in passione e poi in lavoro. Dopo gli studi, ho sempre lavorato tra le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?

Preferirei sempre andare avanti nel tempo, non “indietro”! Preferisco chiedermi chi mi piacerebbe incontrare. E la lista è troppo lunga…

Chi ti ha ispirato e guidato nella tua carriera?

Tante persone, molto diverse tra loro, hanno giocato un ruolo fondamentale. Mi viene in mente il gioco dei puntini della settimana enigmistica. Mano a mano che colleghi i punti tra loro prende forma la figura finale.

Una frase che non sopporti?

“Non si può fare”. E faccio fatica a lavorare con le persone che vedono solo ostacoli.

Una frase che ripeti spesso?

Devo riuscirci. Lo possiamo fare.

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua carriera?

Molto. Sia per le conoscenze in se stesse sia per le competenze collegate. Ma anche per la formazione del carattere e per le strategie di lavoro. Si tende a sottovalutare l’aspetto formativo della matematica: è una disciplina che richiede rigore, concentrazione, metodo, attenzione ai passaggi. Ma poi che gratificazione vedere i risultati! Soprattuttoquandosiguida unteamounintera organizzazione. La matematicaèunveroeproprioallenamentoallesfide.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

Proporre figure positive. Le ragazze hanno bisogno di incontrarsi e confrontarsi con persone reali, anche giovani e giovanissime donne, più vicine come età. E servono più occasioni, laboratori, workshop, hackathon, per dare la possibilità alla ragazze di acquisire sicurezza nelle proprie capacità e competenze. Per scegliere con libertà il proprio futuro.

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Partire dai sogni e dalle passioni. Il mercato del lavoro è cambiato. Le professioni basate sulla routine sono in via di estinzione. Mentre sono in forte crescita i lavori che richiedono creatività. Il punto di partenza può essere proprio una passione personale, la musica, l’informatica, lo sport, la moda… E poi la capacità di trasformare un’idea in un progetto. Non bisogna avere paura di mettersi in gioco: il lavoro può essere anche inventato. Ho conosciuto ragazzi giovanissimi che hanno creato start up innovative e nel giro di qualche anno sono perfino riusciti ad assumere altri giovani.

Cose’è il successo per te?

La libertà di realizzare quello che si desidera.

Grazie Mirta!

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