Perchè la Matematica è importante per il lavoro 6 feb 2014

Math at job interview

Nella mia vita lavorativa ho assunto molte persone. Molte volte ho avuto anche l’ultima parola sulla qualità del candidato. Che cosa mi interessava capire durante il colloquio finale? Di sicuro non se era un esperto sulla materia per cui lo stavamo assumendo. Quello lo avevamo già verificato quando avevamo fatto la selezione a monte. A me interessava prima di tutto capire se la persona che avevo davanti era in grado di “ragionare”. Perché un collega in grado di “ragionare” è un collega che si pone le domande quando se le deve porre (farsi le domande é spesso più importante di darsi le risposte) ed è anche in grado di abbozzare un punto di vista che contiene un elemento di giudizio. Ben che vada dà un contributo positivo all’azienda, mal che vada non la mette in pericolo con le sue azioni sconsiderate.

Che c’entra questo con la matematica? C’entra perché la matematica è una manifestazione palese di come le persone sono in grado di ragionare. Sarebbe sbagliato dire che chi fa bene i conti è per definizione un bravo professionista, ma raramente mi è successo di vedere il contrario. Ossia che chi avesse delle palesi difficoltà analitiche riuscisse a produrre dei risultati importanti nel suo lavoro. Non si scappa: se sei stato in grado di sviluppare queste tue capacità qualche beneficio te lo porti a casa. Non sto parlando di equazioni differenziali. Sto dicendo che se sei in grado di applicare il rigore necessario per il calcolo matematico anche di base, allora vuol dire che una parte non secondaria del modo in cui ragioni ti porta alle conclusioni giuste e quindi ad un certo successo professionale.

E quindi io, in modo spero non troppo spiacevole, ho sempre cercato, direttamente o indirettamente, di capire quale fosse il livello di sofisticazione che il mio interlocutore aveva sulla materia. E purtroppo, ho sempre considerato in modo non positivo chi non era stato in grado di darmi delle minime rassicurazioni sulle sue capacità analitiche.

Ripeto, è sbagliato dire che se sei bravo a fare i conti allora hai il successo assicurato. Ma il contrario io l’ho sempre trovato poco probabile.

La fortuna? La pratica aiuta più di qualunque cosa. Ci puoi essere più o meno portato, ma se ti alleni hai già fatto una buona parte del percorso.