Rugby e matematica: 1 consiglio per i ragazzi 21 set 2015

rugby matematica

Venerdì pomeriggio in Redooc: “Facciamo un post sulla partita dell’Italia ai mondiali di Rugby!”. Ne sono usciti due sui social, uno con una splendida grafica di Giorgio.
Poi un’idea: ci vorrebbe un’intervista ad un appassionato di rugby … e di matematica! Una mail venerdì sera, una telefonata il sabato mattina ed ecco l’intervista a Gianmario Tondato, oggi AD di Autogrill, ex rugbista, detto “Freccia”.

Cosa c’entra la matematica con il rugby?

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Il rugby è un gioco di geometria, fatto di linee e di angoli di corsa.
Gli angoli sono fondamentali quando corri.
I grandi giocatori di attacco hanno linee di corsa diritte e con angoli stretti. Durante il gioco in attacco bisogna capire le dimensioni del campo e gli angoli di corsa, quindi le diagonali, solo così un attacco è efficace.

I calci sono parabole.
I calci sono alti e corti per contendere la palla o lunghi e bassi per conquistare terreno. I grandi giocatori hanno parabole particolari.

Per difendere bisogna leggere le traiettorie (linee) di corsa degli avversari perché uno contro uno non si passa: il difensore placca e ti ferma.

Nella tattica di gioco è fondamentale creare il sovrannumero in attacco o in difesa e assorbire più persone che si può nelle fasi di raggruppamento e creare il sovrannumero in difesa o in attacco. Poi di fronte a una difesa o a un attacco devi avere alternative a cui passare la palla (tanti giocatori di sostegno che seguono il portatore di palla) mentre la difesa deve valutare la probabilità che i giocatori in sostegno al portatore di palla ricevano il passaggio, mettendo insieme velocità e posizione del giocatore in sostegno.

Il rugby è concettualmente molto vicino agli scacchi: entrambi si basano sul principio di concentrare l’attacco e la difesa in un punto e poi allargarla dove la difesa è più debole e dove hai più giocatori.

Si dice che i matematici sono dei solitari e i rugbisti viaggiano solo in team… è vero?

Il rugby è un gioco di squadra per eccellenza.
La squadra nella mischia spinge, si può girare, avanzare, ruotare ed è essenziale che tutti i giocatori spingano insieme contemporaneamente nella stessa direzione.
Durante il gioco in attacco bisogna capire le dimensioni del campo fare in sovrannumero quindi fa la differenza un uomo in più.
Il rugby insegna il team building, ma anche i singoli giocatori devono essere forti: bastano 3 giocatori non forti a distruggere una squadra.

Ai Professori di matematica vorresti dire…

Fate divertire i ragazzi!
Se non offrite ai ragazzi il lato ludico, divertente della matematica non li porterete mai ad amarla! E’ la cosa più importante.
Ho avuto una maestra alle Elementari bravissima in aritmetica, appassionata di problemi (mi ricordo ancora i giochi con le bottiglie, i resti…) mi divertivo come un matto. Ogni volta che apro un libro di matematica o parlo con qualcuno di matematica cerco sempre di trovare il divertimento di quando ero bambino.

Quanto ti sono serviti la matematica e il rugby per diventare un AD?

La matematica è fondamentale per misurare, quantificare è il primo passo per capire.
Se non fai un’analisi quantitativa delle situazioni, sono solo opinioni, non fatti. La matematica è il linguaggio di base dell’attività economica. E’ il modo con cui si verificano le idee.
Il rugby è parte di me stesso. Rappresenta la soddisfazione nel giocare e nel vincere. Mi ha insegnato a valorizzare gli altri. Da solo non si fa nulla, è il team a vincere.

L’ultima volta che hai usato la matematica è…

Sono a Londra per assistere alla partita dell’Italia ai Mondiali di Rugby: ho appena pagato il conto in un bar …

Se dico matematica pensi…

Al divertimento delle elementari e alla frontiera della ricerca.

Se dico rugby pensi… 

All’emozione di quando giocavo, alle grandi vittorie e alle grandi sconfitte.
E’ uno sport in cui durante la partita si gioca duro, ma nel rispetto delle regole. Ad esempio solo il Capitano parla con l’arbitro.
La partita è tutto, ma c’è sempre un’altra partita da giocare.

Un consiglio ai ragazzi e alle ragazze di oggi… 

Fate quello che vi piace ma con passione e profondità. Non si arriva ai risultati lavorando poco.
Wilkinson, uno dei più grandi giocatori di tutti i tempi ha detto: “Il mio segreto? Mi alleno tutti i giorni, anche a Natale”.
Il talento non basta, non ci sono scorciatoie: solo l’impegno, il lavoro serio paga. Ma non deve essere solo fatica o frustrazione, ma anche divertimento.

Grazie da Redooc!

Curiosi di sapere di più sul rugby? Qui trovate le regole del rugby in 10 minuti