Scienza da videogioco: Selene Biffi racconta Spillover 30 lug 2014

Selene Biffi  credits Rolex Awards Reto Albertalli

Ho dedicato ai progetti educational gli ultimi 12 anni della mia vita.

Alla base di questo mio percorso c’è un’idea molto semplice: credo che la conoscenza debba essere alla portata di tutti, e che non debba passare necessariamente per i canali formali. In Afghanistan per esempio, dove l’80% della popolazione è analfabeta, è ovvio che l’istruzione, per essere di massa, non può basarsi sulla scrittura, ma sull’oralità; per questo motivo ho fondato The Qessa Academy , la prima scuola per cantastorie. In India ho usato invece il fumetto, e quindi le immagini, per trasmettere messaggi educativi.

Su questo stesso concetto si fonda il mio ultimo progetto: Spillover.

In Europa, e in Italia, possiamo quasi parlare di “analfabetizzazione” per quanto riguarda le materie scientifiche: la quotidianità e l’attualità sono immerse nella scienza (e nella tecnologia, nell’ingegneria e nella matematica, in una parola: STEM), nonostante questo, i giovani non ne percepiscono l’importanza; al contrario, il 59,5% della popolazione Europea la considera “astrusa e poco interessante”. In particolare, per il 49,6% dei giovani tra i 15 e i 25 anni è “assolutamente noiosa”! (Commissione Europea, 2011)

Ma questa tendenza, si è calcolato possa generare un rallentamento considerevole del progresso globale.

Per questo motivo mi è venuto in mente di provare a dialogare con i giovani utilizzando il loro linguaggio e di interessarli alle STEM attraverso un mondo a loro familiare: il videogame. Così da “deviare” (o almeno provarci!) i loro futuri percorsi formativi e professionali, o almeno instillare in loro un’idea differente delle possibilità prodotte dalla scienza e dalla tecnologia.

Con queste premesse è nata Spillover, una startup che “gamifica” le più moderne scoperte e le trasforma in app per iPad.

Il mio team, composto da autori televisivi, programmatori, sviluppatori e creativi, rielabora in chiave pop il materiale che ci viene fornito direttamente dai laboratori e ci crea una storia intorno.

Le app di Spillover (per ora è disponibile su iTunes la prima: “The Agency – Operazione Vanishing Lady”), si rivolgono direttamente ai nativi digitali.

Spillover crede fortemente che la scienza debba essere divertente, accessibile e, soprattutto, pratica: per questo motivo, alle app, affianca laboratori di animazione scientifica, di modo che l’esperienza sia allo stesso tempo virtuale e reale.

L’obiettivo è far diventare l’educazione non formale promossa da Spillover (sia la app che i laboratori) complementare ai programmi scolastici.

Selene Biffi

Credits: Reto Albertalli/Rolex Awards