Un caffè (e un po’ di matematica) con Chiara Maffioletti 16 apr 2014

Cartolina Maffioletti Redooc

Oggi prendiamo un caffè (matematico) con Chiara Maffioletti.

Chiara, se ti dovessi presentare in due righe…
Sono una giornalista, lavoro al Corriere della Sera e ho scritto un libro, “Bastava dire no”. Ho frequentato il liceo scientifico anche se mi sentivo più “da classico” e non me ne sono pentita. Ho 30 anni, 3 fratelli, 6 nipoti, 1 cane… giusto per dire che i numeri contano

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Quale Liceo hai scelto? 

Liceo Scientifico

Quale era la tua materia preferita al Liceo? 

Letteratura italiana. Non fa una piega, no?

Se potessi tornare indietro nel tempo, chi vorresti conoscere?

Sarebbe fantastico, vorrei conoscere centinaia di personaggi. Il primo che mi viene in mente è John Kennedy. Ma anche Dino Risi. Andando indietrissimo, chissà che tipo era Dante Alighieri

Una frase che non sopporti? 

Tutte le frasi fatte in genere, purtroppo do molto peso alle parole

Una frase che ripeti spesso?

Se ti impegni puoi raggiungere i tuoi obiettivi. E, male che vada, alla fine ti ritrovi comunque migliorato. Un po’ come succede con gli esercizi di matematica, pensandoci. Ricordo che quando tentavo di risolverli, impiegando tempo e attenzione, se alla fine non arrivavo alla soluzione mi sentivo demotivata e delusa. Ma poi ci riprovavo. E, alla fine, quando li risolvevo, la soddisfazione era grande. Allora non lo sapevo, ma è una buona metafora di vita

Quanto hanno contribuito le tue conoscenze logico – matematiche nella tua vita personale e nella tua professione?I

n realtà credo molto. Penso che mi abbia aiutata a organizzare meglio il mio modo di pensare, di ragionare. Avere un metodo, un ordine mentale, penso sia importante per me, visto che, in fondo, si tratta di analizzare la realtà, organizzarla sotto forma di ragionamento e infine tradurla, sintetizzata, attraverso le parole.

Cosa fare per scoraggiare il fenomeno degli stereotipi di genere?

In generale? Iniziare dalle piccole cose: parlare bene, non cadere nei tranelli verbali, che sembrano sciocchezze ma nascondono dei pregiudizi. Non ci sono cose “da femmine” e altre “da maschi”, a partire dalle materie scolastiche

Oggi fra i giovani la paura più grande è non riuscire a realizzarsi. Qual è il tuo consiglio?

Cercare di capire il prima possibile quello che vorrebbero fare nella vita e adoperarsi da subito per iniziare quel percorso. Avere una visione è il primo passo, non credere di avere a disposizione tutto il tempo del mondo il secondo. Occorre darsi da fare e procedere con la convinzione che le difficoltà si superano, si risolvono come i problemi di matematica.

Cos’è il successo per te?

La conquista della serenità

 

Grazie Chiara!