Un caffè (con matematica) con Raffaella Viscardi 11 apr 2014

Cartolina Viscardi Redooc

Oggi il nostro caffè (matematico) lo prendiamo con Raffaella, che si presenta così:
“Ciao, sono Raffaella, lavoro in ambito finanziario da 16 anni, prima come private banker, ora come CFO per un’importante holding familiare.
Mi sono laureata in Bocconi in Economia dei Mercati Finanziari ed ho appena conseguito un esecutive MBA.
Il mio amore per la matematica nasce fin da bambina grazie a mio padre che, anziché leggermi favole, mi intratteneva con divertenti giochi di calcolo.”  

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

Raffaella, cosa era per te la matematica quando andavi a scuola?
Per me la matematica é stata sempre un divertimento, mi veniva naturale, era nel mio DNA. Proprio per questo, per amore della sfida, ho scelto di frequentare un Liceo Classico (lo Zucchi di Monza), anziché lo scientifico, per poi riscoprire nelle materie umanistiche lo stesso rigore logico richiesto da quelle scientifiche.

Quando pensi ai tuoi insegnanti di matematica pensi a …
Persone molto preparate, che però non sono state in grado di trasmettere ai miei compagni quella passione e quell’amore per la materia, che invece mio padre aveva trasmesso a me.

Cos’è per te la matematica adesso?
Grazie al mio lavoro per me la matematica, parlo ovviamente della matematica finanziaria, è la base razionale su cui appoggiare le proiezioni economiche, gli scenari, i business plan. E’ una compagnia quotidiana.

Hai mai letto un libro di matematica?
Ho letto molti libri divulgativi sulla matematica, ma quello che mi ha fascinato maggiormente è “L’enigma dei numeri primi. L’ipotesi di Riemann, il più grande mistero della matematica

L’ultima volta che hai usato la matematica è…
Domani! Anche grazie al mio lavoro, la matematica non mi abbandona mai!

La volta che la matematica ti ha stupito…
Mi stupisce ogni volta che ne riscopro la sua estrema attualità e flessibilità: la possibilità di poter ricondurre la maggior parte dei problemi a un problema matematico, semplice o complesso.

La volta che ti ha fatto arrabbiare…
Mai: la matematica è meritocratica, non ammette scuse o scorciatoie, non ammette “interpretazioni “.

A tua figlia consiglieresti di…
Più che a mia figlia, consiglierei ai genitori di avvicinare i bambini alla matematica con allegria, come se fosse un gioco.
A mia figlia quando era piccola dicevo sempre che la matematica era magica, perché era l’unico linguaggio universale che tutte le persone nel mondo potevano “parlare”.
E crescendo, di far percepire quanto la matematica sia uno strumento per comprendere molti aspetti della vita di tutti i giorni: dobbiamo cercare di togliere la percezione di artificiale astrattezza che rende la matematica ostica ai ragazzi, astrattezza che non è reale, ma indotta da metodologie di insegnamento a mio modo di vedere molto antiquate.

 

Grazie Raffaella!