Matematica e anagrammi: un caffè con Giulia 18 giu 2014

Cartolina Giulia Poli Redooc

Oggi prendiamo un caffè (con matematica) con Giulia P., che si presenta così:

Economista di formazione. Da pochi giorni ho iniziato una nuova avventura professionale in Amazon.

Questa intervista è contenuta nel libro “Le ragazze con il pallino per la matematica“.

  • La tua materia preferita al liceo era…in realtà ne avevo due, tedesco e matematica.
  • La matematica al liceo per te era… Stimolante, ho scelto il liceo scientifico. Al pomeriggio facevo per prima cosa i compiti di matematica, poi passavo al resto.
  • Quando pensi ai tuoi insegnanti di matematica pensi a… Ho avuto sempre professoresse donne, dalle scuole medie all’università, e tutte molto brave anche se con stili didattici diversi. La professoressa R. delle medie era un tipo un po’ sanguigno.  Quando uno di noi azzardava una risposta che si rivelava illogica o astrusa si agitava in cattedra, diventava rossa in viso e reagiva di getto verso il malcapitato di turno con un perentorio: “Ma sei in coma?!”. Poi si calmava e raddrizzava il tiro, e se ci si avvicinava alla strada giusta della soluzione, il suo motto d’incoraggiamento era dire con voce pacata: “Beh, vedo che ragioni…” , e con questo si andava a casa contenti e leggeri. Grazie a lei, il primo anno del liceo scientifico è stato in discesa. Anche le altre sono state molto brave. Posso solo ringraziare.
  • Adesso per te la matematica è… rimane una materia di cui faccio utilizzo quotidianamente anche se in forma semplificata, con meno incognite! Una volta a New York mi sono imbattuta in una bellissima trasmissione tv sul mondo per me sconosciuto dei frattali e i punti di contatto con l’arte, parlavano della serie delle Onde del famoso pittore giapponese Hokusai. Ho scoperto un mondo.
  • L’ultima volta che hai usato la matematica è… Ho utilizzato i diagrammi di Eulero Venn per spiegare a dei ragazzi delle scuole medie il mercato del lavoro: le assunzioni come l’insieme intersezione tra domanda e offerta.  Più banalmente, con o senza navigatore utilizziamo sempre mentalmente la geometria per percorrere le strade più brevi.
  • La volta che la matematica ti ha stupito … Anni fa mi trovavo nel campus del MIT di Boston e c’era un quesito-risposta scritto con lo spray sul muro: “2b, or not 2b: that is the squared root of 4b^2!”. Poco tempo dopo nell’ambito della rubrica online su Repubblica Lessico e nuvole ne ho accennato al grande enigmista Stefano Bartezzaghi, e lui a riguardo della scritta ha saputo tirar fuori un meraviglioso titolo in forma di anagramma “L’Hamlet? – L’è math!”
  • La volta che ti ha fatto arrabbiare… mi ha messo ansia il compito della maturità dove uno degli esercizi era un triangolo in cui c’era da usare la formula di Erone con delle incognite, ma non mi veniva per non so quale motivo e ho fatto diversi tentativi e altrettanti scarabocchi sul foglio, al punto che anche se erano nella brutta copia temevo poi la commissione andasse ad analizzare tutti gli scarabocchi.
  • Un libro di matematica da leggere è… Ho letto qualche anno fa “L’ultimo teorema di Fermat” di Simon Singh e mi è piaciuto, ma non chiedetemi di spiegarvi con parole mie la soluzione!
  • Un consiglio per i ragazzi del liceo… Li incoraggio a confrontarsi tra compagni su come gli altri arrivano alla soluzione dei problemi, ogni tanto saltano fuori i fantasisti della matematica che adottano approcci (giusti) originali!  Una tecnica per guardare alle cose in prospettiva è appendersi in camera il poster di Einstein con la famosa citazione “Do not worry about your difficulties in Mathematics. I can assure you mine are still greater.”

Grazie Giulia!