Maturità 2018: l’amicizia secondo Aristotele e il numero duale

25 Jun 2018

seconda prova greco 2018

Aristotele alla Maturità 2018. L’amicizia e il numero duale

Tra le insidie del brano dell’Etica Nicomachea di Aristotele assegnato ai circa 30 000 maturandi del liceo classico c’era anche una citazione omerica tratta dal X libro dell’Iliade. “Due che marciano insieme…” – dice infatti Diomede poco prima di scegliere Ulisse come compagno della sortita notturna in campo troiano – pensano e agiscono meglio di quanto possa fare uno solo. Concetto ripreso qui da Aristotele all’inizio della sua trattazione sull’amicizia, virtù necessaria alla vita di tutti, ricchi e poveri, giovani e vecchi, deboli e potenti.

Torna Aristotele al classico: è la terza volta dopo il 1978 e il 2012

Fra chi se lo aspettava e chi faceva scongiuri, anche quest’anno è Aristotele a procurare qualche grattacapo ai maturandi del liceo classico. Il testo è l’incipit dell’VIII librodell’Etica Nicomachea e tratta il tema interessante e sempre attuale dell’amicizia. Come per i colleghi che hanno sostenuto l’esame di maturità nel 1978 e nel 2012, il filosofo di Stagira vissuto nel IV secolo a.C. si conferma un duro scoglio anche per i maturandi di quest’anno. “Difficile, lungo, complicato”, questi alcuni degli aggettivi più usati dai ragazzi per descrivere il brano della seconda prova che li ha tenuti impegnati per quattro ore alla disperata ricerca di un aiuto tra le pagine del vocabolario. Se l’argomento era chiaro e tutt’altro che ostico, non si può certo dire infatti che la versione fosse priva di difficoltà dal punto di vista sintattico.

Ma ecco il testo della prova con la tanto discussa traduzione di Aristotele

Dopo queste cose, dovrà far seguito una trattazione sull’amicizia: essa è infatti una virtù o è accompagnata da virtù, ed è davvero indispensabile alla vita. Nessuno infatti vorrebbe vivere senza amici, anche se possedesse tutti gli altri beni; sembra infatti che siano proprio i ricchi e i detentori di cariche e di poteri ad avere il più grande bisogno di amici: infatti, quale utilità avrebbe una simile prosperità, se fosse tolta la possibilità di fare del bene che si esercita soprattutto, e con molta lode, nei riguardi degli amici? Ovvero, come potrebbe essere salvaguardata e conservata senza amici? Quanto più è grande, infatti, tanto più è esposta al rischio. E nella povertà e nelle altre disgrazie si pensa che l’unico rifugio siano gli amici. Essa poi aiuta i giovani a non commettere errori, i vecchi a trovare assistenza e ciò che alla loro capacità d’azione viene a mancare a causa della debolezza, e coloro che sono nel fiore dell’età a compiere azioni moralmente belle: “Due che marciano insieme…”, infatti, hanno una capacità maggiore sia di pensare sia di agire. Sembra che tale atteggiamento sia insito per natura nel genitore verso la prole e nella prole verso il genitore, non solo negli uomini, ma anche negli uccelli e nella maggior parte degli animali, e negli esseri che appartengono alla stessa specie fra di loro, e soprattutto negli uomini, ragion per cui noi lodiamo coloro che amano gli altri esseri umani. Si può osservare anche nei viaggi come ogni uomo senta affinità ed amicizia per l’uomo. Sembra poi che sia l’amicizia a tenere insieme le città, e che i legislatori si preoccupino più di lei che della giustizia: infatti, la concordia sembra essere qualcosa di simile all’amicizia ed è questa che essi hanno soprattutto di mira, ed è la discordia, che è una specie di inimicizia, che essi cercano soprattutto di scacciare.

L’amicizia e il duale greco

Quale miglior esempio per parlare del valore dell’amicizia che fare riferimento a una delle coppie più famose della letteratura greca? Ulisse e Diomede, i due eroi greci che Dante incontra nel XXVI canto dell’Inferno uniti anche dopo la morte in un’unica fiamma a due punte.

Due guerrieri che marciano insieme verso il nemico, due persone pronte a condividere la propria sorte, due unità che formano una cosa sola: è proprio questo il senso del duale, il terzo numero del greco che supera la distinzione tra singolare e plurale e indica un “uno formato da due”.

“Uno più uno uguale uno formato da due, non semplicemente due”, così ne parla Andrea Marcolongo nel suo libro La lingua geniale: 9 ragioni per amare il greco. Il duale va oltre la semplice addizione matematica e racchiude in sé l’idea della relazione, che produce qualcosa di più rispetto alla somma dei singoli elementi, l’essenza stessa dell’amicizia. 

L’augurio allora è che le parole di Aristotele restino nei ricordi dei maturandi non come un incubo da dimenticare, ma come un invito a costruire solide e autentiche amicizie perché, parafrasando in parole povere, “chi trova un amico trova un tesoro”!

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Buon allenamento con Redooc e in bocca al lupo a tutti i maturandi!

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