Miti e realtà su laurea e lavoro

18 nov 2013

Foto libri di testo per l'università

Laurea e lavoro, sono veri i miti e gli stereotipi di cui sempre più si parla? Qual è la vera situazione nel nostro paese e cosa fa la differenza? Oggi cerchiamo di rispondere ad alcune delle domande più frequenti che ci si pone in questo periodo su questo argomento.

Laurea e lavoro: Miti e realtà

1) Ormai la laurea la prendono tutti

Falso. Nell’anno accademico 1988/1989 le matricole nelle università italiane erano 276.249. Per venticinque anni questo è stato il dato più basso registrato, prima di quello dell’anno scorso: 267.076 matricole. Negli ultimi tre anni sono stati persi una media di 10.000 nuovi iscritti l’anno. Considerato che i diplomati nell’anno precedente sono stati 491.000, significa che meno della metà si è iscritta in università. Il CUN (Consiglio Universitario Nazionale) spiega che è come se fosse scomparso un ateneo grande quanto la Statale di Milano. In assoluto, i diplomati sono il 21,7% (35,8% la media UE) mentre i laureati il 15% (media UE 28%).

2) In Italia non si studiano le materie scientifiche

Falso. Nello scorso anno accademico si è avuta una contrazione del 46% degli iscritti a facoltà di aree sociali (Scienze sociali, Scienze economiche, Scienze della comunicazione) e del 33% a quelle umanistiche, mentre quelle scientifiche (ingegneria, matematica, fisica, statistica) hanno perso solo il 3% di nuovi iscritti. Prendiamo per esempio la Statale di Milano e confrontiamo idati, in crescita, degli iscritti dall’anno accademico 2011/2012 alla facoltà di Scienze e Tecnologie: 1471, 1880, 1972.

3) I laureati sono troppi

Falso. Per le statistiche (e per l’Unione Europea) non è così: col 21% di laureati tra i 25 e i 34 anni, nel 2011 l’Italia occupava il penultimo posto, battendo soltanto la Turchia. Inoltre, i dati dicono che il 46,7% dei lavoratori ha un livello di istruzione di scuola secondaria superiore e il 33,2% di scuola secondaria inferiore.

4) Tanto anche i laureati sono disoccupati

Falso. Dai dati più aggiornati emerge che nell’intervallo di età 25-64 anni i possessori di un titolo di studio primario hanno un’occupazionenel 50.8% dei casi, mentre i possessori di una laurea nel 79%. In mezzo stanno i diplomati, al 71.9%.

5) I laureati prendono poco

Anche questo è falso. Nel 2010 la retribuzione media oraria lorda per i lavoratori dipendenti nelle imprese e istituzioni con almeno dieci dipendenti ammontava a 16,2 euro (16,7 per gli uomini, 15,3 per le donne). I dipendenti con laurea o titolo superiore percepiscono una retribuzione oraria più che doppia rispetto a quella dei dipendenti con un titolo di istruzione primaria: 26,2 contro 11,6 euro.

Un laureato inoltre ha più probabilità di vedersi assegnare una qualifica di livello più alto, e questo influisce anche sulla retribuzione: le qualifiche più elevate portano una retribuzione media annua di € 75.151, mentre quelle più basse a € 16.924.

6) Le donne studiano più degli uomini

Beh, questo è proprio vero! Il 18,4% delledonne possiede una laurea, rispetto al 10,9% degli uomini. Il 26,3% delle donne completa gli studi universitari entro i 34 anni, contro il 17,2% degli uomini.

 

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