Tutta questione di education (non di istruzione)

7 nov 2013

Education vs istruzione

Inoccupabili. Così ci ha definiti Enrico Giovannini, il ministro della pubblica istruzione. Inutile aprire il dibattito dell’ovvio per sviscerare le ragioni della stagnazione in cui ci troviamo. Ci siamo finiti per colpe, in gran parte, altrui; dagli Stati Uniti nel 2007, alla Grecia, alla Germania. L’incapacità di uscirne quella però è tutta Italiana, tutta nostra. La colpa credo sia del sistema che abbiamo creato, che alimentiamo, che non siamo capaci di aggiornare; la colpa è delle strutture che opprimono invece di facilitare, a partire dalla macchina Stato.

Vedo in Italia due grosse lacune: la mancanza di amor proprio e la mancanza di amor patrio. Siamo una squadra dove vince il più furbo e non il più competente. Siamo una squadra dove ”Io” viene prima di “Noi”, e il “Noi” spesso non è solo secondo ma addirittura non pervenuto.

La mancanza d’amor proprio porta alla ricerca dell’escamotage e non all’investimento su sé stessi. Prova né è la “fissa del posto fisso” (escamotage di medio periodo) in una generazione di neo-laureati che dovrebbe esser stata educata al liberalismo di mercato per cui: investi su te stesso, diventi risorsa scarsa, sei assorbito dal mercato che ti riconosce il tuo valore.

La mancanza d’amor patrio, che è inciviltà, porta alla perpetrazione del vizio del sistema. Io, che mi sono visto negato, per poca trasparenza e ancor meno meritocrazia, la crescita professionale che mi “spettava”, non intervengo – facendomi da parte o aiutando chi giovane e di talento merita di non subire le stesse ingiustizie – perché “tanto in Italia è così!”

Nessuna sorpresa che in tempi come questi non riusciamo a essere valorizzati sul mercato come individui e a reagire come squadra. L’unica strada possibile è l’investimento su noi stessi: l’istruzione, o meglio l’education, come sottolinea in un breve post Ilaria Borletti sul suo blog riprendendo le parole del presidente Letta.
Anche se affini nel significato, i due termini education (educazione) e istruzione sono in realtà etimologicamente molto distanti. E-ducare è condurre fuori, valorizzare il talento, scoprire sé stessi per coltivare le caratteristiche distintive di ognuno di noi. I(n)-struire è invece mettere dentro, inculcare, trasferire dall’esterno all’interno.

Probabilmente la ricetta giusta sta nella corretta combinazione di educazione e istruzione. Educare per uscire dallo stallo così lucidamente descritto nel post di Anna Maria Testa sul suo Nuovo e Utile. Aiutiamoci a scoprire noi stessi e le nostre personali peculiarità, per poi – su questa base – istruirci, trasferirci a vicenda nozioni per facilitare lo sviluppo di quelle competenze che trasformano il seme del talento in sua espressione, in strumento di crescita, individuale e collettiva. Come sostiene Bill Gatesit’s a special time for education!

 

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