Nomi di persona, di animale o di cosa, comuni o propri

I nomi si distinguono in tre categorie: nomi di persona, di animale o di cosa. Sono comuni se si riferiscono a una categoria, propri se invece si riferiscono a un individuo in particolare.

In questa lezione imperarai anche la distinzione tra nomi concreti e nomi astratti.

Appunti

Solo grazie ai nomi riusciamo a indicare persone, animali o cose: possiamo farlo in modo generico, usando i nomi comuni, o specifico, distinguendo un esemplare ben preciso da tutti gli altri della stessa specie grazie al suo nome proprio.

Scopri di più su queste parole, che rendono possibile la comunicazione. Non a caso il problema dell’origine del linguaggio ha attirato l’attenzione dell’umanità fin dai tempi più antichi, con molti filosofi che si sono chiesti se i nomi fossero stati imposti alle cose per convenzione o se invece si trattasse di un legame naturale. 

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La classificazione dei nomi

I nomi ci permettono di definire la realtà che ci circonda. Si distinguono in tre grandi categorie in base al referente: possono infatti essere nomi di persona (attore, scrittrice), di animale (pesce, farfalla) o di cosa (città, diario).

Non è questa però l’unica distinzione tra i vari tipi di nomi: anche Giulia e Lorenzo, infatti, sono nomi di persona, ma non hanno le stesse caratteristiche di attore e scrittrice. Qual è la differenza? Giulia e Lorenzo sono nomi propri, riferiti cioè a individui particolari. Lo stesso vale per Nemo e Dory, nomi propri di animale, e per Roma e Rinascimento, nomi propri di cosa. Tutti questi nomi, come vedi, vanno scritti con l’iniziale maiuscola.

I nomi comuni, invece, si scrivono con la minuscola e indicano genericamente una categoria di persone, animali o cose.

Attore, per esempio, è un nome comune perché indica tutte le persone che svolgono questa professione; Johnny Depp e Maryl Streep, invece, sono nomi propri di persona perché si riferiscono a quel preciso attore e a quella precisa attrice, non a tutta la categoria degli attori.

Nomi propri e nomi comuni: l'antonomasia

Alcuni nomi propri di personaggi mitologici o storici, famosi per una particolare caratteristica, si sono trasformati in nomi comuni. Ecco qualche esempio.

Dire a un giovane che è un adone significa esprimere apprezzamento per la sua bellezza, dal nome proprio di Adone, figura mitologica che con il suo fascino riuscì a conquistare persino Venere. Proprio il nome della dea della bellezza, d’altro canto, può essere usato come nome comune per riferirsi a una donna molto attraente.

Ma non saranno troppi questi complimenti? Non ti preoccupare, ci sono anche nomi meno affettuosi!

Cerbero si dice di chi è rigido e severo dal nome del mitologico cane a tre teste guardiano del regno dei morti. E che dire di giuda, usato per descrivere una persona falsa e bugiarda dal nome dell’apostolo traditore?

Pensa che persino il sandwich che stai per addentare deve il suo nome a un politico inglese del ‘700, Lord Sandwich, che durante le partite di carte era solito fare uno spuntino senza interrompere il gioco!

E l’elenco potrebbe continuare: cicerone, mecenate, perpetua, babele... Sono tutti casi di antonomasia, una figura retorica che consiste nel chiamare una persona o una cosa con un nome proprio divenuto simbolo di una certa qualità.

Concreto o astratto?

I nomi possono essere sia concreti sia astratti.

I nomi concreti indicano persone, animali o cose che possiamo vedere e toccare con mano, come il libro, il gelato e la pentola.

Felicità, intelligenza e sensibilità sono invece esempi di nomi astratti che esprimono concetti che non si possono percepire con i cinque sensi.

Ci sono però dei casi in cui la distinzione è meno netta e può suscitare qualche dubbio: si tratta di nomi come paura, dolore, corsa o di parole come celebrità e scultura (che possono essere concrete o astratte a seconda del contesto): la scelta fra le due categorie, quindi, può diventare un’impresa ardua e non sempre di grande utilità.