Pronomi personali

I pronomi personali hanno diverse forme a seconda della funzione sintattica che ricoprono nella frase: possono essere usati come soggetto o come complemento, diretto o indiretto. 

Scopri tutte le forme, forti e deboli.

Appunti

I pronomi personali indicano le persone o le cose che agiscono nella frase. Possono essere riferiti: 

  • a chi parla (prima persona),
  • a chi ascolta (seconda persona),
  • alle persone o cose di cui si parla (terza persona).

Hanno forme diverse se sono usati in funzione di soggetto o di complemento e si chiamano particelle pronominali se sono costituiti da forme atone che non sono mai precedute da preposizioni.

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Prerequisiti per affrontare la lezione sui pronomi personali

Per affrontare la lezione sui pronomi personali è necessario conoscere:

Quali sono i pronomi personali soggetto?

I pronomi personali soggetto corrispondono alle sei persone del verbo: studiali tutti in questa tabella.

Come vedi, i pronomi personali soggetto di prima e seconda persona, sia al singolare sia al plurale, hanno una sola forma.

La situazione si complica invece con la terza persona:

  • al singolare si usano egli ed ella quando si tratta di persone, egli al maschile ed ella al femminile; si usano invece esso ed essa quando il soggetto della frase è un animale oppure una cosa;
  • al plurale le forme essi ed esse si usano per qualsiasi tipo di soggetto, persona, animale o cosa che sia;
  • e che dire di lui, lei e loro? Le forme egli, ella, essi ed esse si usano poco nel parlato e perciò sono state man mano sostituite, o almeno affiancate, soprattutto negli scritti meno ricercati, dai pronomi lui, lei e loro, sentiti come più semplici e colloquiali.

Per saperne di più sugli usi particolari dei pronomi personali soggetto guarda qui.

Quali sono i pronomi personali complemento? Forme forti e deboli

 

 

I pronomi personali possono anche ricoprire funzioni diverse dal soggetto all’interno di una frase. In tutti questi casi, si parla di pronomi personali complemento che hanno forme diverse rispetto ai pronomi personali soggetto. Studiale nella tabella.

I pronomi personali complemento possono avere la funzione di:

  • complemento oggetto (Andrea sta cercando proprio te/ La professoressa spiega e Anna la ascolta);
  • complemento indiretto (Andrea sta studiando con me/ La professoressa interroga e Anna le risponde).

In entrambi i casi, i pronomi complemento possono avere due forme:

  • una tonica o forte dotata di un proprio accento;
  • una atona o debole, priva di accento proprio. Le forme atone, dette anche particelle pronominali, non sono mai precedute da preposizioni.

Per saperne di più sui pronomi personali e gli errori da evitare guarda qui.

Quali sono i pronomi personali riflessivi? Forme forti e deboli

Le particelle pronominali mi, ti, si, ci e vi sono usate anche come forme riflessive. In questo caso riflettono sul soggetto l’azione da esso compiuta.

Io mi vesto, tu ti vesti, egli si veste, noi ci vestiamo, voi vi vestite, essi si vestono.

Con la stessa funzione puoi usare anche le forme toniche dei pronomi personali, spesso rafforzate dall’aggettivo stesso o medesimo. Quando il pronome personale riflessivo di terza persona è seguito da stesso, è meglio scriverlo senza accento, come nella frase Il narcisista adora se stesso.

Dove vanno le particelle pronominali?

Le particelle pronominali possono trovarsi:

  • prima del verbo se questo è all’indicativo, al congiuntivo o al condizionale

Ti penso.

Se lo ascoltassi, capiresti.

Mi daresti una mano?

  • dopo il verbo e unite ad esso se questo è all’imperativo, all’infinito, al participio o al gerundio 

Chiamalo!

Quando possiamo vederci?

Sentitosi coivolto, espresse il suo parere.

Vedendoli, si riempì di gioia. 

Con gli imperativi tronchi la consonante iniziale del pronome si raddoppia.

Esempi:

Dammi ascolto!

Dicci la verità!

Fatti da parte!

Stammi vicino!

Particelle pronominali a coppie

Le particelle pronominali possono combinarsi fra loro e essere usate a coppie. Quando però mi, ti, si, ci e vi sono seguite da lo, la, li, le e ne, la I finale diventa E, trasformandole in me, te, se, ce e ve

Esempi:

Salutamelo! (= saluta lui per me, da parte mia)

Te lo chiedo per favore. (= chiedo questo a te)

Se le va a cercare. (= va a cercarsi le grane da solo)

Ve li chiamo. (= chiamo loro per voi)

E gli? Unendosi agli altri pronomi personali forma glielo, gliela, glieli, gliele e gliene.

Esempio: Ho fatto la torta per il compleanno del nonno: gliela porterò oggi pomeriggio. (= porterò a lui la torta)

Attento però a non confondere glielo con gliel'ho: se lo scrivi con l'apostrofo seguito dalla H il pronome precede la prima persona singolare dell'ausiliare avere!

Esempio: Gliel'ho già detto ieri, ma per sicurezza glielo ricordo anche oggi.

Per non fare confusione con alcuni usi particolari delle particelle pronominali stampa la scheda. Scarica il pdf qui: