Scopri le principali informazioni sulla vita e le opere di Eugenio Montale, poeta autore di Ossi di seppia, Le occasioni, Satura, premio Nobel per la Letteratura nel 1975.

Eugenio Montale

Scopri le principali informazioni sulla vita e le opere di Eugenio Montale, poeta autore di Ossi di seppia, Le occasioni, Satura, premio Nobel per la Letteratura nel 1975.

Eugenio Montale nasce a Genova nel 1896.

Si diploma in ragioneria, ma studia letteratura da autodidatta. Nella Prima guerra mondiale combatte nella fanteria e, con l'avvento del Fascismo, ne prende le distanze firmando il Manifesto degli intellettuali antifascisti.

Ottiene il premio Nobel per la Letteratura nel 1975muore a Milano nel 1981.

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La poesia di Montale è "scabra ed essenziale", come gli ossi di seppia del titolo della sua prima raccolta, pubblicata nel 1925. Il poeta non ha certezze da dare, ma i suoi versi sono solo relitti lasciati sulla spiaggia dal mare.

La visione del mondo è pessimistica, con l'uomo incapace di trovare il senso dell'esistenza e di raggiungere l'essenza: il solo tramite per cercare di avvicinarcisi è il correlativo oggettivo, cioè passare attraverso la realtà concreta che si fa varco per superare il "male di vivere". Nelle poesie di Montale, quindi, gli oggetti sono simboli della condizione umana, caratterizzata da un disagio esistenziale che però non rinuncia alla ricerca di un varco che lasci intravedere la verità.

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Non chiederci la parola

Non chiederci la parola è una poesia della raccolta Ossi di seppia in cui Montale rifiuta l'immagine del poeta-vate che conosce i segreti dell'animo umano e può rivelarli. Per Montale il poeta non sa dare definizioni precise e formule risolutive, può solo dire "ciò che non siamo, ciò che non vogliamo". È l'espressione della crisi di certezze dell'uomo moderno, incapace di dare una risposta agli interrogativi posti dalla storia.

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Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale è una poesia inserita nella raccolta Satura, dedicata da Montale alla moglie Drusilla Tanzi, soprannominata "Mosca" per la sua miopia che la obbligava a portare occhiali con lenti spesse. Il poeta afferma però che, paradossalmente, nonostante fosse quasi cieca, era lei a vedere meglio, cioè a sapere che il senso profondo della realtà va cercato al di là di quello che si vede con gli occhi, oltre le apparenze.

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Mappa di Montale da stampare

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