Ugo Foscolo: vita e opere

Scopri le principali informazioni sulla vita e le opere di Ugo Foscolo, nato a Zacinto, isola greca oggi chiamata Zante, a cui dedica un sonetto in cui emerge il suo debito nei confronti della poesia greca. Le sue opere più famose sono il romanzo Ultime lettere di Jacopo Ortis, il carme Dei Sepolcri e Le Grazie, che evidenziano la confluenza nella sua produzione di temi neoclassici e preromantici.

Appunti

Ugo Foscolo vive a cavallo tra Settecento e Ottocento ed è uno dei maggiori rappresentanti sia del Neoclassicismo sia del Preromanticismo. 

Nasce nell'isola greca di Zante nel 1778, ma presto si trasferisce a Venezia per seguire la madre. Questo allontanamento precoce dalla terra d'origine, culla della cultura classica, sarà vissuto da Foscolo come un vero e proprio esilio. 

L'adesione alle idee napoleoniche lo porta ad arruolarsi nell'esercito della Repubblica Cispadana, ma sarà profondamente deluso dal Trattato di Campoformio.

Le donne amate diventano il modello per le figure femminili delle sue opere letterarie, da Isabella Roncioni che ispira il personaggio di Teresa delle Ultime lettere di Jacopo Ortis ad Antonietta Fagnani Arese, a cui dedica l'ode All'amica risanata.

Con la caduta di Napoleone e la restaurazione del potere asburgico, va a Londra, dove muore nel 1827, ma è sepolto nella Basilica di Santa Croce a Firenze.

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Vita e opere di Foscolo: video della mappa mentale

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Mappa mentale su Ugo Foscolo: vita e opere

Nella mappa trovi le date fondamentali della vita di Foscolo e le sue opere più importanti.

Foscolo nasce a Zante, un'isola greca, e il legame con la poesia greca sarà fondamentale per la sua produzione letteraria.

Cresce a Venezia e vede in Napoleone una figura di riferimento, fino alla delusione del Trattato di Campoformio, con cui Bonaparte cede Venezia all’Austria.

Tra le sue opere maggiori c'è il romanzo epistolare Ultime lettere di Jacopo Ortis, pubblicato in tre edizioni, dove tema amoroso e politico si uniscono.

La pubblicazione dell'editto napoleonico di Saint Cloud (1806) che proibisce la sepoltura nei centri abitati è lo spunto per la composizione del carme Dei Sepolcri, dove si interroga sulla morte e sull'importanza del sepolcro partendo dall'esperienza biografica della visita a Santa Croce a Firenze, che ospita le tombe di uomini illustri.

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A Zacinto

Foscolo dedica un sonetto alla sua isola natale, l'odierna Zante, nel Mar Ionio. Si rivolge direttamente a lei, definendosi un esule che non potrà mai rivedere la patria. Proprio in questo sta la differenza tra il poeta e Ulisse, eroe a cui si sente vicino per le lunghe peregrinazioni, che però si concludono con il ritorno all'amata Itaca.

La terzina conclusiva, separata dalle tre strofe precedenti, che formano un unico periodo, ribadisce invece l'infelice sorte del suo esilio, ritornando circolarmente sul tema anticipato nel primo verso. 

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La Basilica di Santa Croce a Firenze e il carme Dei Sepolcri

Foscolo muore nei pressi di Londra nel 1827, ma le sue ceneri si trovano oggi nella Basilica di Santa Croce a Firenze (Credits Photo2021, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons). 

Sono state trasferite lì nel 1871 perché proprio Foscolo aveva reso immortale la fama di questa chiesa, definita "tempio dell’itale glorie" in quanto luogo di sepoltura di geni quali Machiavelli, Michelangelo e Galileo.

Nel carmeDei Sepolcri, infatti, dopo essersi interrogato sull'importanza del sepolcro, che permette ai vivi di ricordare i propri cari defunti, Foscolo esprime le sensazioni che ha provato di fronte alle tombe di questi grandi del passato.

Proprio queste sepolture sono fonte di ispirazione per la sua poesia, che avrà quindi il compito di eternare la fama dei grandi uomini che vi riposano.

Se vuoi leggere i versi in cui Foscolo parla delle tombe viste nella Basilica di Santa Croce, scarica la scheda in pdf:

Mappa di Foscolo da stampare

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