Wittgenstein

Il linguaggio rappresenta una delle invenzioni più straordinarie realizzate da homo sapiens. Ma cos'è il linguaggio? Qual è la sua natura? Quali sono le sue funzioni? Che rapporto sussiste tra esso e il mondo? Quali sono le sue regole interne? Il linguaggio è qualcosa di naturale oppure di artificiale Esiste un linguaggio perfetto? Queste e altre simili domande si pone Wittgenstein, filosofo rigoroso, alla ricerca di una ridefinizione del senso e del compito della filosofia stessa.

Appunti

Ludwig Wittgenstein nasce a Vienna nel 1889. Studia a Jena con Frege e a Cambridge con Russell, dedicandosi all’analisi del linguaggio. A partire dal 1913 il filosofo esce dalla scena accademica e, persino dopo la pubblicazione del suo capolavoro, Il tractatus logico-philosophicus (1921), Wittgenstein attende fino al 1930 prima di tornare all’università di Cambridge dove insegna fino al 1947. Muore a Cambridge nel 1951.

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Tutta la riflessione di Wittgenstein ruota attorno al linguaggio e alle sue caratteristiche.

Nel corso dei decenni, la sua concezione muta profondamente, passando da una prima concezione molto rigida e rigorosa, secondo la quale il linguaggio è soltanto uno strumento che svolge la funzione di rappresentare i fatti, a una concezione più dinamica e pluralista attraverso la quale il linguaggio viene definito come un complesso “gioco linguistico”, intimamente legato e dipendente dalla comunità dei parlanti che lo incarna e lo vivifica, adoperandolo, significandolo e trasformandolo con l’uso quotidiano.

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Wittgenstein, l’eccentrico

Pur se destinato a un grande successo accademico e nonostante la grandissima stima che Russel riponeva in lui, nel 1913 Wittgenstein si ritira a vita privata in un eremo che lui stesso costruisce in Norvegia e dove risiede fino al 1914.

Dopo la partecipazione alla Prima Guerra Mondiale nelle file austriache, diviene maestro elementare in Austria dal 1920 al 1926. Non tornerà in ambito accademico fino al 1930.

Il Circolo di Vienna

Il Circolo di Vienna è un circolo filosofico e culturale nato dall’iniziativa di Moritz Schlick nel 1922 e rimasto attivo fino al 1936, quando uno studente nazista lo assassinò sulle scale dell’università di Vienna. Sia Popper, sia Wittgenstein non ne hanno mai fatto parte, anche se con esso hanno intrattenuto lunghi e fecondi rapporti. Tra i membri più importanti ricordiamo Rudolf Carnap e Otto Neurath.

Frasi celebri di Wittgenstein

 “Di ciò di cui non si può parlare si deve tacere”.

(Tractatus logico-philosophicus, 1921)

"Il mio scopo è insegnarvi a passare da un’assurdità mascherata a quella che è palesemente tale".

(Ricerche filosofiche, 1953)

Mappa di Wittgenstein da stampare

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