Comte e il Positivismo

Il Positivismo è una corrente filosofica e culturale ottocentesca che si è sviluppata principalmente in Francia, dove è nata, ma successivamente si è diffusa anche in Inghilterra. Il Positivismo si colloca in una sorta di continuità ideale rispetto all’Illuminismo, con cui ha tratti in comune ma anche differenze importanti e costituisce probabilmente la corrente più importante e influente del secolo, tanto in ambito filosofico, quanto in quello scientifico.

Appunti

Auguste Comte nasce nel 1798 a Montpellier, in Francia.

Pur avendo frequentato in gioventù i socialisti riformisti e utopisti, divenendo persino seguace e collaboratore di Saint-Simon, Comte sviluppa un pensiero originale e ostile alle idee riformiste e rivoluzionarie che in quegli anni infiammano la Francia e l’Europa tutta ed è lui ad aver coniato il termine sociologia.

La sua opera principale, intitolata Corso di filosofia positiva (1830 – 1842) non riceve l’accoglienza che Comte aspettava, anzi, gli inimica il favore degli intellettuali francesi e si preclude in questo modo una carriera universitaria.

Sul finire della vita, Comte attraversa un periodo doloroso e infelice a cui, forse e in parte, è possibile ricondurre la sua cosiddetta “svolta mistica”, che gli fa progettare una sorta di Chiesa e di religione della scienza, di cui egli sarebbe il pontefice.

Muore a Parigi nel 1857.

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Mappa mentale di Auguste Comte e il Positivismo

Auguste Comte possiede il grandissimo merito di aver posto sul tavolo del dibattito francese ed europeo la questione della società che sta cambiando e dei moti tumultuosi e potenzialmente distruttivi che attraversano tutta l’Europa. A causa di questi reiterati disordini, e delle conseguenze sociali scatenate dalla rivoluzione industriale, il filosofo francese sente il bisogno impellente di fondare una nuova disciplina, che chiamerà sociologia, che abbia il duplice scopo di capire in profondità gli avvenimenti sociali che si stanno producendo e, in seconda battuta, riordinarli e riorganizzarli al fine di ripristinare un ordine sociale razionale che, dal 1789 in poi, né la Francia né l’Europa hanno più saputo recuperare.

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Quello del Positivismo è un orizzonte di pensiero totalmente ostile alla metafisica, alla superstizione, alle religioni tradizionali e a ogni altro presunto sapere che non sia fondato su elementi positivi, cioè fatti, avvenimenti, dati. In altre parole, i positivisti si rifiutano di prendere in considerazione qualsiasi cosa che non sia fondata su prove circostanziate e precise, capaci di fugare dubbi e sospetti di ciarlataneria.

(Nell'immagine le linee della mano: 1. Linea della vita, 2. Linea della testa, 3. Linea del cuore, 4. Anello di Venere, 5. Linea del sole, 6. Linea di Mercurio, 7. Linea della fortuna)

Scientismo e scienza

Molti positivisti adoperavano il termine scientista per definire se stessi e il proprio approccio di ricerca filosofica, sottolineando con questa etichetta la loro distanza da quelle forme di sapere non controllate che essi intendevano confutare e rigettare.

Oggi, invece, il termine scientismo è considerato secondo un’accezione negativa, volta a sottolineare un’adesione dogmatica e incrollabile a una forma di sapere che non accetta di essere messa in discussione. A tal riguardo, si distingue nettamente dall’impresa scientifica intesa in senso moderno, la quale è caratterizzata invece da una forma di sapere che, tutt’al più, si approssima alla verità, senza avere la pretesa di raggiungerla in modo assoluto, definitivo e completo.

Frase celebre di Auguste Comte

"Non si conosce a fondo una scienza finché non se ne conosce la storia".

(Corso di filosofia positiva, 1830)

Mappa di Comte e il Positivismo da stampare

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