Feuerbach (destra e sinistra hegeliana)

Con Feuerbach, inizialmente seguace di Hegel, la filosofia tedesca prosegue quel percorso di ripensamento che intende mantenersi fedele al grande filosofo ma, al tempo stesso, andare oltre i limiti circoscritti dalla sua riflessione. All’interno della divisione, Feuerbach si colloca nella sinistra hegeliana, in quanto sono non pochi gli elementi di rottura e di superamento nei confronti di Hegel che poi gli permetteranno di dare vita a una sua propria, originale filosofia.

Appunti

Feuerbach nasce nel 1804 in Germania.

Nel 1828 si laurea in filosofia, aderendo inizialmente al pensiero hegeliano, da cui si distacca definitivamente a partire dal 1841 con la pubblicazione del suo capolavoro: L’essenza del cristianesimo.

Feuerbach non soltanto va considerato un grande filosofo, ma anche uno dei pensatori le cui riflessioni, seppure in via indiretta, danno impulso alla nascita dell’antropologia nella seconda metà dell’800.

Muore nel 1872 in Germania.

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Mappa mentale su Feuerbach

Feuerbach è un pensatore concreto, al punto che la sua filosofia matura potrebbe essere sintetizzata nella locuzione materialismo naturalistico, che sta a significare la straordinaria attenzione da lui riservata agli aspetti materiali, concreti dell’uomo, in netta rottura con l’approccio idealistico e spiritualistico della filosofia hegeliana. Mentre Hegel, infatti, pensava che il principio primo del reale fosse lo Spirito, per Feuerbach è esattamente il contrario. Il reale è innanzitutto realtà materiale da cui, solo successivamente, ha tratto origine lo spirito e il pensiero. L’uomo è ciò che mangia, sintetizza provocatoriamente in uno dei suoi numerosi scritti, proprio a significare che anche la filosofia doveva essere riportata “con i piedi per terra”.

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A sua immagine e somiglianza?

Secondo il cristianesimo, Dio avrebbe creato l’uomo a sua immagine e somiglianza, ma imperfetto e mortale. Feuerbach rovescia completamente questa credenza e arriva a sostenere esattamente il contrario: è l’uomo ad avere creato Dio a sua immagine e somiglianza, proiettando in lui tutte le sue migliori qualità, elevate all’ennesima potenza. In questo modo l’uomo si trova sì sottomesso al suo presunto creatore, ma al tempo stesso è anche da lui protetto contro la violenza della Natura, che non si cura dell’uomo, un po’ come nel pensiero di Leopardi.

Alienazione in Feuerbach

Alienazione deriva dal latino alius (altro) e nel pensiero feuerbachiano sta a significare che l’uomo, proiettando in Dio le sue migliori qualità, aliena da sé le qualità più essenziali. Compito della filosofia è smascherare la teologia e chiamarla con il suo vero nome: antropologia. Ogni qual volta, infatti, studiamo un Dio e la religione connessa, stiamo in realtà investigando le qualità del popolo che lo ha creato, cedendogli la sua stessa più intima essenza.

Questo termine è centrale anche nel pensiero di un altro filosofo ottocentesco: Karl Marx, nel quale il termine si arricchisce di nuovi significati e conseguenze.

Frase celebre di Ludwig Feuerbach

"Quanto più s’allarga la nostra conoscenza dei buoni libri, tanto più si restringe la cerchia degli uomini la cui compagnia ci è gradita".

(Abelardo e Eloisa, 1834)

Mappa di Feuerbach da stampare

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