Arthur Schopenhauer

Schopenhauer è uno dei più acerrimi avversari di Hegel e dell’idealismo tedesco. Il filosofo di Danzica critica tutti i fondamenti tipici di questa corrente filosofica: in particolare Schopenhauer non condivide né l’ottimismo razionalistico, né la convinzione che la realtà sia intrinsecamente razionale e oggetto di uno sviluppo storico. In tal senso la sua filosofia richiama molto da vicino la riflessione del grandissimo poeta italiano Leopardi.

Appunti

Arthur Schopenhauer nasce a Danzica (allora in Prussia occidentale) nel 1788. Si laurea in filosofia nel 1813 e nel 1818 dà alle stampe il suo capolavoro: Il mondo come volontà e rappresentazione, che tanto impressionerà Nietzsche, fino a fargli considerare Schopenhauer come suo maestro. Nel 1820 ottiene una cattedra nella prestigiosissima Berlino, dove Hegel regna sovrano e con il quale si scontra, perdendo miseramente lo scontro intellettuale come dimostrano le preferenze degli studenti, tutte riservate al suo disprezzato avversario. Muore in Germania nel 1860.

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Per Schopenhauer esiste una sola cosa, la Volontà. Essa è un principio unico, eterno, irrazionale e cieco che permea e costituisce ogni aspetto del reale. La Volontà, però, è celata allo sguardo e alla riflessione dal Velo di Maya, l’illusione del mondo sensoriale e dei fenomeni, in cui tutti ci troviamo come prigionieri.

Solo il filosofo, usando rettamente i tre quietivi (arte, etica e ascesi) può provare a contrastare la Volontà arrivando a rovesciarla nel suo contrario, la Nolontà, condizione in cui scompare il mondo per come lo abbiamo sempre inteso, lasciando il posto allo sguardo indifferente e distaccato di chi si è liberato dalla Volontà.

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Il misogino che amava le donne, l’asceta che andava al ristorante

Ne L’arte di trattare le donne, il curatore Franco Volpi rivela un particolare interessante e contraddittorio della biografia di Schopenhauer. Contrariamente a quanto sostenuto nella raccolta di aforismi, dove il filosofo tedesco non fa certo mostra di galanteria nei confronti del sesso femminile, scopriamo infatti che aveva avuto alcune relazioni amorose.

Allo stesso modo Bertrand Russell, nel capitolo che gli dedica all’interno della sua Storia della filosofia occidentale, rivela inoltre la sua passione per i ristoranti e il buon mangiare, contrariamente a quanto si potrebbe immaginare approcciando la sua filosofia.

Schopenhauer e l’inconscio

In anticipo su Nietzsche e Freud, Schopenhauer affronta di petto il tema dell’inconscio (anche se sarà Freud a teorizzarlo e descriverlo nelle sue dinamiche pulsionali) quando descrive le caratteristiche della Volontà, il principio che costituisce il reale e che altro non è se non una brama inesauribile di sé. La Volontà, infatti, vuole soltanto se stessa.

Frase celebre di Arthur Schopenhauer

"Leggere, in luogo delle opere originali dei filosofi, una qualunque esposizione della loro dottrina, oppure anche una storia della filosofia, è come farsi masticare da un altro il proprio desinare"

(Parerga e paralipomena, 1851)

Mappa di Schopenhauer da stampare

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