Avanguardie storiche

Cosa sono le Avanguardie storiche? Si tratta di diverse correnti artistiche, letterarie e politiche che si diffondono all'inizio del Novecento, caratterizzate dal rifiuto della società borghese e del gusto comune, dalla rottura degli schemi del passato sia nella forma sia nei contenuti e dall'esasperata esaltazione della modernità.

Appunti

Le principali Avanguardie del primo Novecento sono l'Espressionismo, il Futurismo, il Dadaismo e il Surrealismo.

Sono movimenti formati da artisti che si riuniscono sotto un manifesto per affermare la "morte dell'arte" tradizionale, espressione della società borghese, e la necessità di innovare e sperimentare nuove forme artistiche. Ciascun movimento, dunque, si pone in rottura rispetto alla cultura tradizionale e ai canali correnti della comunicazione artistica.

La libertà espressiva, l’irrazionalità e la provocazione sono fra i tratti caratteristici di queste correnti artistiche e letterarie, che si appellano a un totale rinnovamento culturale della società. Per una nuova costruzione è necessaria la distruzione del passato.

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Mappa mentale sulle Avanguardie storiche

Il termine usato per designare i movimenti culturali che caratterizzano l'inizio del Novecento è tratto dal linguaggio militare: l'avanguardia, infatti, è il reparto che precede il resto dell'esercito e gli apre la strada. Questi intellettuali, quindi, si sentono più avanti rispetto agli altri e rifiutano i canoni tradizionali sia a livello artistico sia a livello politico-sociale.

Gli espressionisti esaltano in particolare la componente soggettiva ed emotiva, i dadaisti la stravaganza, l'irrazionalità e l'anarchia, elementi ripresi e sviluppati dai surrealisti.

In Italia nasce e si diffonde il Futurismo, i cui principi sono enunciati nel Manifesto di Filippo Tommaso Marinetti del 1909: vengono celebrati il progresso, la velocità, la modernità e anche la guerra, ritenuta l’igiene del mondo, mentre il passato viene rifiutato sia nei contenuti sia nella forma.

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Futurismo - Zang Tumb Tumb di Marinetti

Credits Talmoryair at Hebrew Wikipedia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Zang Tumb Tumb è un poemetto di Filippo Tommaso Marinetti, pubblicato dalle Edizioni futuriste di Poesia nel 1914.

L'utilizzo di font di diverso tipo e dimensione, il grassetto e il corsivo, l'abolizione dei nessi sintattici e della punteggiatura danno al testo una forte componente visiva. Questa, unita all'apetto sonoro ottenuto grazie al frequente utilizzo di onomatopee, mira a riprodurre il contesto della guerra. L'argomento, infatti, è la prima guerra balcanica con l'assedio di Adrianopoli, raccontato con la tecnica futurista delle parole in libertà.

L’opera dimostra la forte attenzione che gli intellettuali futuristi rivolgono all’aspetto metaforico dei soggetti rappresentati e un’ideologia politica e militare fortemente marcate. Interventismo e nazionalismo non sono in alcun modo nascosti. 

Futurismo - Il dinamismo di Boccioni

Uno dei maggiori esponenti del Futurismo è Umberto Boccioni, pittore e scultore capace di rappresentare nelle sue opere il movimento e il dinamismo.

Come dichiarato nel Manifesto dei pittori futuristi, l'arte deve liberarsi dei modelli del passato e rappresentare il mondo contemporaneo fatto di città in rapida evoluzione e macchine.

Ne è un esempio il dipintoLa città che sale, che rappresenta un palazzo in costruzione nella periferia di Milano, simbolo del progresso e della modernità.

Espressionismo

Wassily Kandinsky, Public domain, via Wikimedia Commons

L’Espressionismo esplode nei primi anni venti del Novecento, raccogliendo nuclei diversi sviluppatisi in quegli anni in tutto il nord Europa. Seppur diversi, questi gruppi sono accomunati dall’urgenza di esprimere attraverso l’arte e la letteratura gli stati d’animo.

Inizialmente l’Espressionismo attecchisce nella storia dell’arte, in seguito trova una sua traduzione letteraria.

Sul versante pittorico, la percezione ottica e la realtà esterna, centrali nella produzione impressionista, perdono la loro importanza, prevalendo la componente introspettiva. La potenza espressiva di Van Gogh, la lucentezza dei colori di Gauguin e lo spessore emotivo nei quadri di Munk sono d’ispirazione agli artisti espressionisti. I ritratti non rispecchiano più le proporzioni della realtà, ma diventano antinaturalistici; come in Matisse, l’accostamento dei colori è determinato da ragioni di natura espressiva. Questa necessità di esprimere emozioni e sentimenti attraverso le proprie opere porta all'inaugurazione di una nuova corrente artistica: l’astrattismo, di cui Kandinskij è uno dei massimi rappresentanti (vedi immagine). 

In ambito letterario, il movimento prende le sue mosse in Germania. La parola non deve più descrivere un oggetto, ma trasmettere un sentimento. Con forza e vivacità espressiva gli autori portano in scena le problematiche dell’uomo del tempo: è la crisi del Super Io freudiano e la supremazia dell'inconscio.

Per saperne di più sulle evoluzioni dell’Espressionismo in Europa, ascolta la puntata del podcast Maturadio “Le linee dell’Espressionismo in Francia, Germania e Austria”.

Dadaismo

Marcel Duchamp, Public domain, via Wikimedia Commons

Nato come reazione alla cultura e ai valori che avevano condotto al primo conflitto mondiale, il dadaismo si presenta come un movimento artistico di protesta

Il dadaismo deve il proprio nome a “dada”, espressione priva di significato. Il movimento vede la sua nascita intorno al 1916, in Svizzera, terra di rifugiati tedeschi, rumeni, francesi e russi. Nato come un atto di rivolta, il dadaismo rifiuta di abbracciare la patria, l’onore e la morale come propri valori. I dadaisti esaltano tutto ciò che è casuale e privo di senso. Le loro opere sono cariche di polemiche e rancore nei confronti della società borghese.

Le installazioni dadaiste vengono ben presto riconosciute come forme d’arte che dissacrano l’Arte. Tra i principali artisti di questa corrente artistica si ricorda Marcel Duchamp, ideatore del ready-made, un metodo di derisione dell’arte tradizionale che si appropria di oggetti estrapolati dal loro contesto quotidiano e resi opera d’arte. Un esempio di ciò è La fountain (1917), un comune orinatoio firmato R. Mutt, uno dei tanti pseudonimi con cui Duchamp si divertiva a celare la propria identità.

Surrealismo

André Breton, Qu'est-ce que le surréalisme? Brussels, René Henriquez Editeur 1934 - AACB inv. 37698 © RMFAB / Courtesy of Charly Herscovici c/o SABAM, 2017

A riprova di quanto le scoperte filosofiche, scientifiche e l’aspetto storico-sociale del tempo si riflettano nell’arte, il 1924 vede la pubblicazione del Primo Manifesto Surrealista, con la sola firma di André Breton. Il surrealismo risente dell’influsso del dadaismo e delle teorie psicanalitche freudiane: al di fuori di ogni preoccupazione estetica e morale, i surrealisti accantonano la ricerca del reale a favore dell’irrazionale.

L’intento è quello di mostrare attraverso la produzione letteraria e artistica la complessità della psiche umana: sono sciolte le briglie a pennello e penna; si crea senza un progetto specifico in mente, senza il rispetto di canoni prefissati. Questo si evince dalla visione delle opere di Magritte, Mirò e successivamente Dalì. La prima metà del Novecento è dunque un periodo estremamente prolifico da un punto di vista artistico-creativo. La Seconda Guerra Mondiale decreterà però la fine di questa stagione di fermento.

Vuoi approfondire meglio i punti in comune e le differenze tra dadaismo e surrealismo? Ascolta la puntata di Maturadio "Dadaismo e Surrealismo".

Mappa delle Avanguardie storiche da stampare

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