I marxismi

Contrariamente a quanto teorizzato da Marx, le tre maggiori rivoluzioni “marxiste” del XX secolo non avvengono in Paesi industrializzati, moderni e meccanizzati, dove il conflitto tra capitalismo e proletariato ha raggiunto l’apice, bensì in Paesi arretratissimi, fondamentalmente agricoli e senza alcuna coscienza o lotta di classe: si tratta di Russia (1917), Cina (1949) e Cuba (1959).

Appunti

Con la morte di Karl Marx nel 1883 si può dire che inizi una nuova stagione del pensiero filosofico e politico europeo: quello del marxismo. In altre parole, l’eredità delle riflessioni, delle azioni e delle previsioni elaborate dal filosofo di Treviri, soprattutto per quanto riguarda la caduta del capitalismo e l’avvento della società comunista, viene mantenuta viva, proseguita e profondamente modificata da personaggi di primissimo piano che, a torto o a ragione, a Marx si riferiscono come a una comune fonte di ispirazione.

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La Rivoluzione russa (1917) è probabilmente la più famosa e, almeno inizialmente, ruota attorno al pensiero e all’azione di Lenin anche se, da metà degli anni Venti fino a metà degli anni Cinquanta, assurge al ruolo di capo e spietatissimo dittatore il famigerato Stalin, passato alla storia come uno dei tre peggiori leader totalitaristi europei, insieme a Mussolini e Hitler.

La Rivoluzione cinese (1949) è realizzata sotto la conduzione del carismatico leader Mao Tse-tung e, a tutt’oggi, costituisce il più impressionante esempio di sopravvivenza e adattamento del pensiero politico comunista ancora esistente, essendo la Cina la seconda superpotenza mondiale, capace persino di insidiare il primato degli USA.

La Rivoluzione cubana (1959) costituisce un caso particolare. Nata inizialmente come semplice movimento armato di guerriglia contro la dittatura di Batista, sostenuto dagli USA, in seguito si avvicina progressivamente all’Unione sovietica, principalmente per l’atteggiamento ostile da parte del vicino nordamericano che spinge i cubani nelle braccia degli storici avversari. Il leader indiscusso è l’avvocato Fidel Castro, al cui fianco combattono il fratello Raul e l’argentino Ernesto Che Guevara.

L’eredità intellettuale di un grande pensatore non è mai una questione semplice. Nel caso di Marx, prima ancora che lui muoia, già nascono polemiche sulle interpretazioni più o meno ortodosse nonché sulle loro traduzioni pratiche, come mostra efficacemente la polemica con il Partito operaio francese. Va ricordato, inoltre, che Marx lascia incompiuta la sua opera fondamentale, Il capitale, di cui pubblica nel 1867 il primo volume. L’amico Engels è responsabile delle edizioni del secondo (1885) e terzo volume (1894); mentre Kautsky pubblica il quarto volume addirittura tra il 1905 e il 1910. In Russia, i principali prosecutori teorici sono Lenin e Trotsky, i quali ulteriormente modificano in profondità la dottrina marxiana. Non c’è pertanto da stupirsi se, nel corso dei decenni a venire, il riferimento comune alla filosofia di Marx divenga sempre più nominalistico e meno effettivo, come nel caso eclatante di Stalin, Pol Pot e altri sanguinari dittatori che nulla hanno a che spartire con le finalità autentiche del pensiero marxiano.

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Trotsky e Frida Kalo

Dopo la morte di Lenin nel 1924, Stalin inizia a emarginare l'ala trotskista finché Trostsky viene esiliato nel 1929. Dopo diverse peregrinazioni, va in Messico nel 1937, dove conosce la tormentata pittrice messicana Frida Kahlo, con cui intreccia una relazione amorosa.

Trotsky viene assassinato nel 1940 in casa sua, colpito alla testa da un agente staliniano.

Antonio Gramsci

Uno dei più autorevoli interpreti italiani del marxismo è Antonio Gramsci, morto nelle carceri fasciste nel 1937.

A lui si deve l’invenzione della locuzione “egemonia culturale”, con la quale denuncia come la direzione culturale, intellettuale e morale delle società europee occidentali sia ancora saldamente in mano alla borghesia e, pertanto, il proletariato deve attivarsi per abbatterla, se vuole realizzare le trasformazioni sociopolitiche auspicate dal pensiero marxiano.

Mappa dei Marxismi da stampare

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