Nazismo: Hitler

La parabola del Nazismo va dal 1920 al 1945. Il protagonista assoluto è Hitler, che nel 1933 diventa cancelliere del Reich e instaura un totalitarismo perfetto. Propaganda, polizia segreta, violenza, leggi razziali, sono alcune delle caratteristiche della Germania nazista, che uscirà sconfitta dalla Seconda Guerra Mondiale.

Appunti

Tre anni dopo la fondazione del partito nazista, nel 1923 il giovane Hitler tenta un colpo di stato a Monaco ma fallisce e viene arrestato. Nel periodo trascorso in prigione scrive il Mein Kampf (La mia battaglia), manifesto programmatico che, a partire dal 1933 inizia a mettere in atto, sia contro gli ebrei, sia contro praticamente tutti gli altri Paesi europei.

Nel 1933 Hitler prende il potere in Germania e, da quel momento, la corsa agli armamenti in Germania non si arresta più e conduce direttamente dapprima all’anschluss (annessione dell’Austria, 1938) e successivamente all’invasione armata della Polonia (1939). Qualche giorno dopo, il sistema delle alleanze europee entra in gioco e scoppia la Seconda Guerra Mondiale.

Nel 1940, a guerra già iniziata, Germania, Italia e Giappone firmano il “Patto tripartito”, noto anche come “Alleanza dell’Asse” che resterà saldo fino all’8 settembre 1943, quando l’Italia annuncia al mondo il suo schieramento con Gran Bretagna, Francia e Stati Uniti.

Una volta capito che anche Berlino sta per cadere, Hitler si toglie la vita il 30 aprile 1945.

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Mappa mentale su nazismo e Hitler

Il nazismo è uno dei due esempi di “totalitarismo perfetto” che il Novecento europeo ha conosciuto (l’altro è lo stalinismo). Con questa locuzione si intende il fatto che il potere si trova interamente nelle mani di Hitler e non sussiste alcun contropotere capace di limitarlo in alcun modo, come invece accade in Italia (con la Chiesa cattolica e la Corona).

Secondo Hannah Arendt, un totalitarismo si caratterizza come una dittatura che, oltre al controllo sulle azioni, si fonda anche sul controllo totale della persona, compresa la sua mente, le sue idee, il suo spirito, fino all’ottenimento del consenso incondizionato, che sconfina spesso nell’adorazione, sostenuto dal culto della personalità ottenuto attraverso la propaganda e i mezzi di comunicazione di massa. Altri elementi caratteristici sono la polizia segreta, la violenza sistematica, il terrore, le delazioni e un’ideologia onnipresente e onnipotente.

Per stampare la mappa con le date fondamentali del Nazismo, vai in fondo alla lezione.

Il culto della personalità

Il mito della grande Germania, dell’infallibilità del partito nazista e dell’onnipotenza del führer (guida) Hitler sono stati raggiunti attraverso un’abilissima gestione della propaganda ideologica orchestrata da Goebbels (a cui viene attribuita la frase “Ripetete una bugia cento, mille, un milione di volte e diventerà una verità”), attraverso il controllo e l’uso massiccio e ossessivo di ogni mezzo di comunicazione oltre a un’intensa attività di selezione, manipolazione e censura delle informazioni.

Per approfondire la figura del Ministro per la Propaganda leggi l'articolo Goebbels, come è nato il mito.

La svastica o croce uncinata è un simbolo usato fin dall'antichità da diverse civiltà con vari significati. La sua assunzione a simbolo del Partito nazista, con l'inserimento nella bandiera ufficiale della Germania nazista, è probabilmente dovuta all’erronea convinzione della sua origine indoeuropea o ariana e quindi antisemitica. Induisti e buddisti, però, hanno preso le distanze dall'uso improprio che ne ha fatto il Nazismo e continuano a considerarla un simbolo religioso.

 

Hitler, pittore fallito

Nel biennio 1907-08 il giovane Hitler tenta due volte di diventare un pittore professionista, ma le sue aspirazioni sono tarpate dalla bocciatura all'esame di ammissione dell'Accademia delle Belle Arti di Vienna. Successivamente si dedica anche alla realizzazione di cartoline, ma la sua passione non viene mai coronata da riconoscimenti pubblici, né confluisce in un percorso di formazione accademico. 

Per approfondire vai alla pagina Dipinti di Adolf Hitler.

Frase celebre di Hitler

“La razza umana è diventata forte nella lotta perpetua, e non potrà che perire in una perpetua pace”

(La mia battaglia, 1925).

Mappa del nazismo da stampare

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