Giuseppe Garibaldi

Giuseppe Garibaldi è uomo poliedrico, grande combattente per la libertà, idealista e disinteressato al denaro. Insieme a Cavour, Vittorio Emanuele II e Mazzini rappresenta il meglio del Risorgimento.

Combatte e vince moltissime battaglie per la libertà in tutto il mondo, fino a meritarsi il soprannome di Eroe dei due mondi.

Appunti

Nato italiano, seppur suddito napoleonico (come Cavour), Garibaldi in gioventù si guadagna da vivere come marinaio, commerciante, precettore privato e operaio.

In età matura si contraddistingue sia sui campi di battaglia, sia nei vari Parlamenti in cui è eletto durante la sua avventurosa vita, per la sua adesione entusiastica agli ideali repubblicani e alle lotte di liberazione dei popoli oppressi in qualunque parte del mondo.

Non abilissimo come uomo di governo, lo è invece come generale e condottiero, tanto di eserciti regolari quanto di corpi di volontari. Unanime il giudizio sulla sua rettitudine e onestà, riconosciuta persino dai nemici e dagli avversari: dovunque ha sempre combattuto per gli ideali di libertà e giustizia cosmopolitica, e mai per denaro

Muore a Caprera, in Sardegna, nel 1882.

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Mappa mentale su Giuseppe Garibaldi

Nato a Nizza nel 1807, Garibaldi inizia la sua avventurosa vita come marinaio, dove si fa valere e apprezzare per le sue doti.

Dopo il fallimento dei moti di Genova nel 1834, colpito da una condanna a morte, fugge in Brasile. In Sud America si fa notare e progressivamente costruisce la sua meritata fama di combattente idealista e capace, sia per terra, sia per mare.

Il suo nome, tuttavia, è indissolubilmente legato al Risorgimento italiano di cui è indiscusso protagonista. Celeberrima è l’impresa dei Mille con cui, dopo lo sbarco a Marsala, libera il Sud Italia dai Borboni e lo consegna nelle mani del re Vittorio Emanuele II. Nella terza guerra d’Indipendenza, 1866, Garibaldi è ancora protagonista ma, dopo aver messo in difficoltà gli austriaci, il re gli impedisce di prendere la città di Trento. Garibaldi risponde con il famosissimo e laconico telegramma: “Obbedisco”((Dispaccio del 9 agosto 1866, risposta all’ordine del generale La Marmora di ritirarsi dal Tirolo).

Nel 1870-71 presta la sua spada alla Repubblica francese, durante la guerra franco-prussiana, dopo di che si ritira a Caprera, dove muore nel 1882.

Per approfondire guarda la conferenza di Alessandro Barbero su Giuseppe Garibaldi.

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La spedizione dei Mille

Partiti tra il 5 e il 6 maggio 1860 da Quarto, vicino a Genova, i circa mille volontari guidati da Garibaldi sbarcano qualche giorno dopo a Marsala per dare il via alla liberazione dell’Italia del Sud dal regime dei Borboni.

La città di Bergamo si è meritata il soprannome di "città dei Mille", omaggio di Garibaldi stesso, perché offrì più di 170 volontari per la famosissima impresa dei Mille.

Garibaldi, l’Eroe dei due mondi

Prima di divenire l’eroe indiscusso della liberazione e dell’unità d’Italia, Garibaldi è già famosissimo oltreoceano, grazie alle imprese compiute in svariati Paesi sudamericani, sempre in guerre di liberazione del popolo contro gli oppressori. Questo impegno continuo e coerente fa di Garibaldi un eroe cosmopolita e gli ha meritato l’appellativo di Eroe dei due mondi.

Mappa di Garibaldi da stampare

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