Il doppio

Questa lezione è dedicata al tema del doppio e alla sua evoluzione nel corso dei secoli, avvenuta secondo differenti livelli di complessità e chiavi di lettura.

Leggendo l’approfondimento noterai come la tematica del doppio possa essere affrontata da un punto di vista letterario, storico-politico e cinematografico. In un’ottica interdisciplinare potrai sviscerare il tema, ripassando nozioni già note e approfittando di nuovi spunti di approfondimento, lettura e visione.

Appunti

Da un punto di vista letterario, si riscontra una prima apparizione del tema del doppio già in epoca classica. Commediografi latini e greci hanno affrontato con ironia il concetto di doppia identità e ambiguità che ne deriva. In seguito, da espediente teatrale, di cui anche Shakespeare e Goldoni hanno fatto uso, il tema del doppio ha acquisito una maggiore complessità. Con l’introduzione dello studio della psiche umana, il doppio ha perso la sua componente umoristica riflettendo la complessità e le sfaccettature dell’animo umano. Da Stevenson a Wilde a Calvino fino ad arrivare a Breaking Bad: scopri le diverse letture del tema del doppio.

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Argomenti da ripassare per il percorso interdisciplinare sul doppio

Per seguire al meglio il percorso interdisciplinare sul tema del doppio, puoi ripassare: 

Il doppio come espediente comico - da Plauto a Shakespeare

Il doppio come espediente comico - da Plauto a Shakespeare

Il doppio come espediente comico - Consiglio di visione

Genitori in  trappola (1998): di produzione Disney, il film racconta la storia di due gemelle divise fin da piccole in seguito alla separazione dei genitori. A 12 anni le due ragazze hanno l’occasione di incontrarsi casualmente in un campo estivo e, svelata la loro somiglianza e parentela, decidono di scambiarsi i ruoli. In questo modo non solo si concedono reciprocamente la possibilità di conoscere l’altro genitore, che non hanno mai avuto modo di incontrare, ma sperano di potersi ritrovare, costituendo un’unica famiglia. L’agnizione finale porterà i rispettivi genitori a riconoscere il trucco e a riallacciare i rapporti.

Il film è una piacevole commedia degli equivoci e, come per le opere citate in precedenza, la tematica del dissidio interiore umano è completamente assente. 

Fun fact: 

  1. Nell’interpretazione delle due gemelline si è lanciata un’unica attrice, Lindsay Lohan. Questa doppia performance ha rappresentato il suo debutto cinematografico.
  2. L’opera rappresenta il remake del film Il cowboy con il velo da sposa e non è l’unico: tre anni prima era già uscito sui grandi schermi Matrimonio a 4 mani, trampolino di lancio per le gemelle Olsen.

Il doppio come forze interiori contrapposte - Stevenson

È nell’Inghilterra vittoriana che il tema del doppio inizia ad assumere connotazioni psicologiche più profonde, grazie alla penna e all’ingegno di Robert Luis Stevenson.

Dr. Jekyll e Mr. Hyde (1886) pone i suoi lettori di fronte a una consapevolezza: all’interno di ogni essere umano convivono bene e male. I protagonisti del racconto sono uno l’alter ego dell’altro. Spinto dalla curiosità e dal desiderio di separare queste due forze motrici contrapposte, Dr. Jekyll collauda una pozione, che porta alla creazione di Mr. Hyde (il cui nome, dall’inglese, richiama il concetto di nascosto). Come si comprende nel corso della lettura, questa identità malvagia avrà tuttavia la meglio sulla buona, riuscendo a sopraffarla al punto che al dottore non resterà che soccombervi, togliendosi la vita. 

Attraverso questo racconto, Stevenson anticipa la teorizzazione freudiana di Eros e Thanatos, delle due forze contrapposte di cui la mente umana è allo stesso tempo vittima e moderatrice. In questo caso il tema del doppio riflette la dualità intrinseca alla psicologia umana.

Dr. Jekyll si mostra di giorno come un uomo stimato e rispettabile dalla società del suo tempo, mentre la notte, nelle vesti di Hyde, compie i peggiori delitti, venendo meno la sua sottomissione alle imposizioni sociali. 

L’opera rappresenta una critica nei confronti dell’ipocrisia della società vittoriana della fine dell’Ottocento, una società fatta di finto perbenismo, inganni e apparenze.

Il doppio come realtà e apparenza a confronto - Wilde

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Il ritratto di Dorian Gray (1891) di Oscar Wilde è di poco successivo: insieme alla tematica del doppio, l’autore denuncia l’ossessione per l’immortalità e per il concetto di bellezza espresso dall’estetica. Il doppio in questo caso è incarnato da un oggetto esterno, un’opera d’arte: infatti il protagonista riceve come dono un quadro che lo raffigura nella sua lucente giovinezza e bellezza. 

Prima di questo momento Dorian Gray non aveva mai riflettuto a fondo sul suo aspetto fisico e sulla sua bellezza. Ora, posto di fronte all’evidenza, ne riconosce la grandezza e l’importanza valoriale. Se da una parte il quadro gli infonde maggiore sicurezza, dall’altro lo intimorisce, riconoscendo che bellezza e giovinezza sono temporanei e provvisori. Decide quindi di stringere un patto con l’opera d’arte, che invecchierà e si imbruttirà al posto suo.

Apparenza e realtà sono messe a confronto: attraverso il dono dell’opera d’arte, Dorian Gray realizza che l’immagine che ha di sé non corrisponde al modo in cui lo vedono gli altri. Il tutto troverà ampio spazio nella letteratura pirandelliana.

Il doppio come unicità umana - Calvino

Il doppio come unicità umana - Calvino

Il doppio come atteggiamento politico - L’età giolittiana

Il doppio come atteggiamento politico - L’età giolittiana

Il doppio come unità indissolubile - Consiglio di lettura: Trilogia della città di K, Agota Kristof

Trilogia della città di K di Agota Kristof è un romanzo di non nomi e non luoghi. Ci troviamo in un non bene precisato paese dell’Est dilaniato dalla guerra. Al centro della scena ci sono due bambini, gemelli. L’opera si compone di tre libri e già dal primo l’autrice, attraverso uno stile asciutto e incisivo, instilla nella mente del lettore un dubbio: si tratta davvero di due gemelli o di un unico personaggio? La voce narrante assume tratti quasi corali al punto da domandarsi se si tratti di un’unica effettiva entità inscindibile. 

Alla fine di questo primo libro, tuttavia, questa unità inseparabile si scinde: uno dei gemelli varca la frontiera, lasciando il villaggio nel quale ha vissuto sotto assedio dei militari, mentre il secondo rimane, per curare i possedimenti della nonna. 

Le emozioni e le sofferenze differenti che vivono, e superano, li portano dunque a discostarsi, al punto che il lettore comincia a interrogarsi se l’affiatamento che ha percepito inizialmente sia realmente esistito.  

La lettura di questo libro è stata consigliata anche da Camihawke nel suo bookclub su Instagram.

Il doppio come evasione dalla realtà: Breaking Bad

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Breaking Bad (2008-2013) è una serie tv statunitense composta da 5 stagioni, ora visibili su Netflix. L’opera è volta a dimostrare come vicissitudini e imprevisti esterni possano modificare irreparabilmente la morale e il comportamento di ciascun umano. 

Walter White è un professore di chimica del liceo che vive una vita ordinaria e mediocre. Ha una moglie, un figlio adolescente con paralisi cerebrale e una seconda figlia in arrivo, del tutto inattesa. L’equilibrio familiare, di per sé precario, viene sconvolto da una diagnosi di tumore ai polmoni, con un’aspettativa di altri 18 mesi di vita. 

Inizialmente spinto da motivi apparentemente altruistici, come il desiderio di garantire un’adeguata stabilità economica alla sua famiglia anche in sua assenza, Walter comprende che non ha nulla da perdere: vuole sfruttare le sue conoscenze chimiche per produrre anfetamina e aumentare i propri guadagni. Inoltre, la sensazione di essere una vittima innocente accompagna il protagonista lungo tutto il suo percorso criminale, motivandolo.

Il professore di chimica, che sembra aver perso il controllo della sua vita, diventa Heisenberg, che del controllo meticoloso fa una delle sue più grandi peculiarità. Nelle vesti di quest’ultimo, i suoi modi di fare sgraziati e impacciati spariscono, soppiantati da comportamenti autoritari e risoluti. Le mancanze di White sono colmate da Heisenberg, in una totale assenza di moralità e ragione. La coesistenza di queste identità sarà tuttavia portata al collasso.

Fun fact:

  1. Il termine Breaking bad è un’espressione colloquiale del sud degli USA che si rivolge a qualcuno che ha perso la bussola e che, per un giorno o una vita intera, si allontana dalla retta via.
  2. La serie tv è stata pensata e studiata a tavolino. La volontà di girare 5 stagioni non è  nata a seguito del successo della prima, ma è il frutto di un progetto unitario.