Tommaso d'Aquino: vita e pensiero

Tommaso d’Aquino rappresenta non soltanto la summa della Scolastica, ma anche della teologia cristiana. Non a caso la Chiesa cattolica lo considera il suo teologo di riferimento, soprattutto per la sua capacità di mediazione nel millenario conflitto tra Fides et ratio (fede e ragione) con cui da sempre, la Patristica prima e la Scolastica poi, si sono confrontate.

Appunti

Tommaso d’Aquino nasce nel 1225 in Italia. Nonostante sia figlio di nobili decide sorprendentemente, e con grande dispiacere della famiglia, di farsi frate domenicano. Tommaso dedica tutta la sua vita a riflessione, preghiera, scrittura e insegnamento. La sua intelligenza ed erudizione, oltre alle sue straordinarie competenze filosofico-teologiche gli meritano il soprannome di “Doctor angelicus”. La sua opera più famosa, all’interno di un corpus sterminato, è la ponderosa Somma teologica, composta tra il 1265 e il 1273. Muore nel 1274 in Italia e viene proclamato Santo nel 1323.

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Mappa mentale su Tommaso d'Aquino

Tommaso d’Aquino è una personalità, un filosofo e un teologo eccezionale. Non a caso, quasi mille anni dopo, conserva intatta la sua fama e importanza, non soltanto nella teologia cristiana, ma anche nella storia della filosofia.

Di impianto e formazione aristotelica, Tommaso esalta, sul finire del Medioevo, il ruolo e la portata della ragione che è perfettamente in grado di condurre autonome indagini sulla Natura, senza bisogno del soccorso della teologia. Allo stesso modo, nell’annosa querelle tra fede e ragione (oggi diremmo tra fede e scienza) Tommaso assume una posizione mediana, capace di ritagliare uno spazio di coesistenza, anzi di collaborazione, tra i due approcci.

Da non dimenticare, poi, l’apertura a un certo grado di felicità terrena (seppur umanamente intesa) che Tommaso fa, rispetto ad altri teologi più austeri, maggiormente influenzati dalla riflessione sulla colpa di Adamo e relativo peccato originale.

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Scale che non conducono da nessuna parte

Questa è una delle tante immagini medievali che rappresentano una presunta “scala dell’essere” di cui è convinto anche Tommaso, cioè il tentativo di ordinare il mondo dei viventi (ma non solo) secondo una gerarchia che va dall’essere più infimo, fino alla creatura fatta a immagine e somiglianza di Dio, cioè l’uomo.

Bisogna aspettare fino al 1859, quando il grande naturalista inglese Charles Darwin dà alle stampe il suo capolavoro, L’origine delle specie, perché la scienza rimetta le cose a posto, sostituendo la metafora della “scala” con la descrizione della “rete del vivente”.

Omonimie da tenere d’occhio

Nella storia del cristianesimo ci sono almeno due diversi protagonisti che si chiamano Tommaso, entrambi santi, ma separati da un abisso temporale e molto diversi tra loro per i ruoli rivestiti.

Il più antico è San Tommaso Didimo, apostolo di Gesù, solitamente ricordato perché non crede nella risurrezione finché non tocca con mano le piaghe di Gesù.

Il secondo è invece San Tommaso d’Aquino, il filosofo-teologo Dottore della Chiesa protagonista di questa lezione, vissuto più di mille anni dopo.

Frasi celebri di Tommaso d'Aquino

"Guardati dall’uomo d’un solo libro". (Frase attribuita)

"Belle si dicono le cose che piacciono all’occhio" (Somma teologica, 1265-1273)

Mappa di Tommaso d'Aquino da stampare

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