Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero: l'uomo è libero oppure no?

Libero arbitrio vs servo arbitrio: Erasmo vs Lutero

A cavallo tra il XV e il XVI secolo due giganti del pensiero filosofico e teologico si danno battaglia intorno all’annosa questione: l’uomo è libero oppure no? Si tratta della querelle tra Erasmo da Rotterdam e Martin Lutero.

Erasmo da Rotterdam nasce in Germania nel 1466/1469. Considerato uno degli umanisti più importanti in assoluto, nonché uno degli ispiratori ante litteram dell’Unione Europea, dedica la sua esistenza a perorare la causa di un’Europa unita sotto il segno di un’unica cultura di pace e affratellata nella religione cristiana. Muore in Germania nel 1536.
Martin Lutero nasce in Germania nel 1483. Dotato di una personalità molto forte e tenace, entra in polemica molto dura con Erasmo circa la questione della libertà umana. Per Lutero l’uomo non è libero, ma schiavo del peccato originale, mentre Erasmo sottolinea la possibilità dell’uomo, attraverso il concorso delle buone azioni, di compartecipare all’azione della Grazia (dono gratuito di Dio) per ottenere la salvezza. Muore in Germania nel 1546.

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Mappa mentale su libero arbitrio vs servo arbitrio

Le questioni di filosofia e teologia diventano un tutt’uno quando i due pensatori si scontrano intorno al tema della libertà dell’uomo. Esiste o no il libero arbitrio? L’uomo è già condannato a tendere verso il male a causa del peccato originale? La libertà dell’uomo è compatibile con l’onniscienza di Dio creatore? Sarà la sola fede a salvare l’uomo oppure egli potrà fare la sua parte attraverso il suo comportamento e le cosiddette “buone opere”? La fede è una conquista umana oppure è un dono di Dio? La Grazia divina può essere guadagnata oppure viene elargita da Dio secondo imperscrutabili disegni?

Questi e altri dubbi agitano la feroce polemica tra Erasmo, campione della libertà umana, e Lutero, sostenitore dell’asservimento dell’uomo al male a causa della colpa di Adamo.

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Elogio della follia

Elogio della follia (1511) è il titolo dell’opera più famosa di Erasmo da Rotterdam. Essa ci affascina da cinquecento anni, già a partire dal suo titolo paradossale: come si può pensare di tessere l’elogio di qualcosa di così detestabile come la follia? Per far ciò bisogna intendere correttamente ciò che il grande Erasmo vuole significare: uno dei molti significati che egli attribuisce alla follia è la sua straordinaria capacità di insinuarsi nelle relazioni umane, coabitando con la ragione, riuscendo a rendere sopportabili condizioni e situazioni che, altrimenti, distruggerebbero l’uomo e la società.

Quando l’abito fa il monaco

A differenza del suo avversario Erasmo da Rotterdam (che immaginava per l’uomo una rinascita culturale e intellettuale proiettata in avanti nel tempo), Lutero è un pensatore che ha in mente un tipo d’uomo molto più antico e che vuole recuperare: quello delle prime comunità cristiane.

Per noi contemporanei che osserviamo il suo ritratto, appare facile immaginarlo anche attraverso questa scelta estetica: i colori foschi ci aiutano a immaginare la severità del suo giudizio morale, l’austerità dei suoi costumi e l’intransigenza della sua lotta per ripristinare un cristianesimo autentico.

Mappa su libero e servo arbitrio da stampare

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