Umanesimo: temi e autori

L'Umanesimo è un movimento culturale caratterizzato dalla riscoperta dei classici latini e greci sulla scia di Petrarca e dalla valorizzazione della dignità umana. Con l'affermazione delle Signorie nella seconda metà del Quattrocento (i Medici a Firenze, gli Sforza a Milano, ...) gli intellettuali trovano nelle corti un luogo di protezione e ospitalità.

Appunti

La riscoperta dell'antichità classica determina una prevalenza del latino come lingua letteraria, soprattutto in prosa. Con Lorenzo il Magnifico, però, si assiste a un cambiamento della politica culturale volto a rafforzare l'uso del volgare per sancire la superiorità della poesia toscana. Inizia così il cosiddetto "umanesimo volgare".

Firenze è il centro principale del movimento umanistico ed è qui che operano intellettuali come Coluccio Salutati, Leonardo Bruni e Angelo Poliziano. Tra gli altri autori da ricordare ci sono Poggio Bracciolini e Leon Battista Alberti a Roma, e ancora Lorenzo Valla e Giovanni Pico della Mirandola.

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Mappa mentale dell'Umanesimo: contesto, temi, autori e opere

Riscoperta dei classici, centralità dell'uomo nell'universo e mecenatismo sono tra le caratterisiche principali dell'Umanesimo che fiorisce nel '400 sul modello di Petrarca.

La poesia cortigiana celebra i signori locali, mentre i cantari in ottava rima danno origine ai poemi, come il Morgante di Pulci e l'Orlando innamorato di Boiardo.

In prosa si diffondono i trattati, spesso in forma di dialogo, e le orazioni come il Discorso sulla dignità dell'uomo di Pico della Mirandola, che può essere considerato il manifesto dell'Umanesimo. 

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Lorenzo il Magnifico e l'umanesimo volgare

Lorenzo de' Medici, detto il Magnifico, signore di Firenze, volle restituire al volgare quella dignità letteraria che stava perdendo in quanto considerato inferiore al latino, la lingua degli antichi. Il suo obiettivo era accrescere il prestigio di Firenze esaltando la produzione letteraria toscana. Per questo regalò a Federico d'Aragona la cosiddetta Raccolta aragonese, un'antologia della migliore produzione volgare fiorentina preparata dal Poliziano su sua commissione. Dalle "corone" del Trecento si arrivava fino a Lorenzo stesso: egli fu infatti letterato in prima persona e, in occasione del Carnevale del 1490, compose i Canti carnascialeschi, esaltazione della filosofia del "carpe diem": godersi la vita senza preoccuparsi troppo del domani.

Tra questi si trova la famosa Canzona di Bacco o Trionfo di Bacco e Arianna.

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Mappa dell'Umanesimo da stampare

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